INTERVISTA – Nicola Cesari: “Io candidato sindaco di Parma? Deciderò io il mio futuro, voglio impegnarmi per migliorare la città”

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Intervista a Nicola Cesari, sindaco di Sorbolo Mezzani, che affronta anche il tema delle elezioni comunali di Parma nel 2022.

Partiamo da una questione “personale”: la tua compagna, Alessia Ziveri, si candiderà a Traversetolo nella lista di centrodestra. “Le colpe dei padri non ricadono sui figli”, come noto, figuriamoci quelle delle fidanzate… ma tu sei sempre stato nel centrosinistra…. come la mettete?

Alessia è una professionista seria e preparata, quello di cui la politica, soprattutto al giorno d’oggi, ha bisogno. Se penso che in Parlamento siedono politici “estratti a sorte” dalla riffa online di un partito, frutto dunque dell’improvvisazione e di campagne mediatiche denigratorie, sono felice che a livello locale, grazie a candidate come Alessia, ci sia ancora credibilità nella politica.

A prescindere dagli schieramenti, è bello sapere che a livello locale ci sia ancora spazio per le competenze, per la voglia di studiare e di mettersi in gioco per il bene comune.

Per questo ritengo che Simone Dall’Orto abbia fatto bene a chiederle di entrare in lista e sono altresì convinto che sarà in grado di svolgere al meglio il proprio compito.

I numeri dicono che sei un sindaco con un alto consenso: cosa pensi i sorbolesi più apprezzino di te?

Gli unici numeri che mi interessano non sono quelli delle mie personali percentuali elettorali, ma quelli delle cose fatte o ancora da fare. Puoi essere simpatico o antipatico a qualcuno, ma a livello amministrativo saranno sempre i risultati a contare più delle parole.

A prescindere o meno dalla mia presenza futura come primo cittadino, Sorbolo Mezzani, grazie alla fusione, d’ora in poi potrà permettersi opere che in passato nemmeno io avrei immaginato. Sono in corso importanti cantieri, altri stanno per partire, sia pubblici che privati. Cantieri che solo grandi comuni o città come Parma possono vedere, segno che Sorbolo Mezzani cresce nei servizi, come nelle opportunità per i cittadini.

A confermare questo ci sono due indicatori fondamentali: gli oneri di urbanizzazione, addirittura raddoppiati rispetto alle prime stime di previsione, e il numero di cittadini residenti, in aumento.

Elezioni provinciali: cosa bolle in pentola?

In relazione alla scelta del prossimo Presidente auspico che il centrosinistra, che amministra la maggioranza dei Comuni della provincia, abbia iniziato a fare bene i conti, anche quelli futuri. Voglio ricordare, infatti, che l’elezione dei consiglieri provinciali avviene ogni due anni e questo, per chi è politicamente attento, è un particolare da non sottovalutare, proprio per il peso ponderale che anche la future elezioni a Sindaco della città potranno avere. Quando ero segretario del Pd provinciale abbiamo condiviso una scelta che – oggi lo possiamo dire – si è rivelata azzeccata. Diego Rossi è stato un ottimo Presidente, a ulteriore conferma di quanto detto prima.

Adesso andiamo al sodo: ti candiderai a sindaco di Parma come nelle settimane scorse il coordinatore di Italia Viva, Francesco Zanaga, ti ha invitato pubblicamente a fare (leggi intervista di Zanaga)?

Quello che pensa di me Italia Viva Parma è scontato, essendo io tesserato. Quello che ha detto il coordinatore Francesco Zanaga in quell’intervista è corretto, poiché chiedere è sempre lecito, mentre rispondere è cortesia…
Dunque Italia Viva continuerà il percorso intrapreso per costruire un progetto ampio e credibile, ma sarò io stesso, a decidere del mio futuro. Quello che è certo è che intendo impegnarmi, nel modo che sarà più utile, per migliorare la città.

Come vedi il dialogo Pd-Effetto Parma?

Il dialogo è sempre necessario e, come sempre, vedremo a quali risultati porterà. Dico però che dietro al dialogo deve esserci sempre un’attenta analisi politica e territoriale, a partire dal riconoscere le ragioni per le quali a Parma, come in provincia ,c’è stata una così forte avanzata del centro destra. Forse perché in alcuni Comuni abbiamo sbagliato candidato? Forse perché abbiamo sbagliato alcune scelte nelle alleanze? O, peggio ancora, perchè negli ultimi anni il centrosinistra non è stato in grado di “allevare” una classe dirigente, fatta di giovani al passo con i tempi in grado di intercettare le necessità del giorno d’oggi?

Insomma, una nuova classe dirigente con maggior libertà di espressione, come avviene in altre provincie della Regione.

Ritengo siano queste le principali condizioni su cui si debba basare il dialogo tra Pd ed Effetto Parma e in tutto questo non mi sembra si stiano tenendo in considerazione a Parma i risultati delle ultime elezioni regionali ed europee, risultati ben diversi da quello generale che ha portato alla vittoria del Presidente Stefano Bonaccini.

Dovrebbe essere questa la base su cui iniziare una scalata. La strada che porta all’elezione del nuovo sindaco è in salita, e non mi sembra la si stia affrontando con i giusti rapporti già in vista dei primi tornanti. Lo slogan “Andrà tutto bene” abbiamo già visto a quale fine ha portato in passato, anche a Parma.

Andrea Marsiletti