INTERVISTA – Priamo Bocchi (FdI): “Guerra è un profilo rispettabile, che però ha stravinto in surplace più per demeriti altrui”

Lombatti


Priamo Bocchi, consigliere comunale di FdI, commenta a freddo le elezioni comunali di Parma che si sono concluse con la vittoria al ballottaggio di Michele Guerra con il 66% dei consensi.

E’ passato più di una settimane dal ballottaggio di Parma. Ti aspettavi una vittoria così netta di Guerra?
Purtroppo me l’aspettavo così, come non mi ha sorpreso il deludente dato sull’affluenza.
Conoscere bene la città non vuol dire solamente possedere nozioni delle sue strade, dei suoi borghi, dei suoi luoghi: bisogna anche sapere cogliere lo stato d’animo delle persone, le aspettative e i sentimenti più profondi dei suoi cittadini. Chiunque fosse entrato un minimo in sintonia con i parmigiani, avrebbe compreso che la candidatura di Vignali non poteva essere in alcun modo vincente.

Guerra ha vinto, anzi stravinto, praticamente in surplace.

In campagna elettorale c’è chi ha provato a parlare di futuro e chi, col torcicollo, si è incartato a parlare di vicende giudiziarie passate o del bilancio di 10-15 anni fa.

I parmigiani hanno scelto di guardare avanti.

Perchè, a tuo giudizio, ha vinto Michele Guerra?

Guerra ha un profilo rispettabile e ha condotto una campagna elettorale sobria, dai toni equilibrati e rassicuranti. Inoltre è riuscito nella non facile missione di affrancarsi dal suo passato ruolo di assessore, presentandosi come alfiere di cambiamento piuttosto che come interprete della prosecuzione dell’amministrazione Pizzarotti e di un’alleanza politicamente discutibile in cui il PD, che ha ottenuto un buon risultato, la fa oggi da padrone. Indubbio poi che abbia beneficiato anche dell’alta astensione.

Tuttavia credo che Guerra abbia vinto soprattutto per demeriti altrui: la scelta fatta (o meglio subita) dai nostri alleati ci è parsa fin da subito debole, divisiva, poco aggregante, troppo ferma al passato e rivolta nostalgicamente ad una stagione amministrativa superata che comportò scandali e profonde lacerazioni nella città. Una stagione fatta di luci e ombre ma che i parmigiani hanno sancito di volersi lasciare definitivamente alle spalle.

“Guerra è riuscito nella non facile missione di affrancarsi dal suo passato ruolo di assessore, presentandosi come alfiere di cambiamento piuttosto che come interprete della prosecuzione dell’amministrazione Pizzarotti” (cit.)

Col senno di poi, per il centrodestra sarebbe potuto andare diversamente? Come?

Il centrodestra ha giocato male la partita locale in una fase in cui il consenso nazionale di cui godeva era alto così come la delusione per dieci anni di amministrazione Pizzarotti. Fratelli d’Italia non voleva imporre alcun candidato ma si è sempre profusa con impegno, lealtà e senso di responsabilità per individuare un candidato civico di reputazione, che fosse condiviso, in grado di allargare il perimetro di consensi del centrodestra unito e di interpretare il desiderio di rilancio della città. Purtroppo il percorso comune è stato ostacolato da mancanza di ascolto, veti, fughe in avanti e alla fine ci siamo sentiti obbligati a prendere una decisione di orgoglio e di coerenza, correndo da soli al primo turno. Dire oggi che i fatti, ovvero il responso delle urne, ci hanno dato ragione non rappresenta certo una consolazione, ma così è.

La destra non è mai stata così forte a Parma. Quale tipo di opposizione intendi fare?

In consiglio comunale svolgeremo il ruolo di opposizione con rigore e grande senso di responsabilità istituzionale. Non faremo sconti a nessuno, saremo vigili e presenti, ma agiremo senza pregiudizi, rimanendo sulle questioni, entrando nel merito delle scelte, perseguendo sempre l’interesse della città.



FdI è il primo partito della coalizione, a livello nazionale e a Parma. Cosa cambia in vista delle politiche del prossimo anno?

Fratelli d’Italia entra in consiglio comunale con due rappresentanti e, triplicando i consensi di cinque anni fa, si afferma di gran lunga come il primo partito del centrodestra anche a Parma. Ora riprenderemo a lavorare per una rifondazione del centrodestra locale, consapevoli che i parmigiani ci hanno assegnato un ruolo di traino e non quello di semplice gregario. In vista delle elezioni politiche lavoreremo con ancora maggiore determinazione per superare le incomprensioni e offrire agli elettori una proposta seria, affidabile, unitaria, all’altezza delle aspettative dei tanti che vorrebbero finalmente un governo nazionale di centrodestra. Magari con una donna, la prima della storia d’Italia, a guidarlo: Giorgia Meloni.

Andrea Marsiletti