INTERVISTA – Priamo Bocchi: “Sono umilmente a disposizione per le comunali 2022. Pizzarotti è un sindaco ideologico e fazioso che rappresenta il radicalismo di massa di sinistra, non tutta la città”

Priamo Bocchi

Qualche giorno fa Priamo Bocchi, al momento coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Parma (oggi dimissionario), è stato al centro di una polemica rilanciata dai giornali nazionali per un fotomontaggio “satirico” con un fondoschiena durante il consiglio comunale di Parma in videoconferenza. (LEGGI).

Lo abbiamo intervistato.

Adesso che la bufera mediatica è passata, a mente fredda, cosa ti hanno insegnato quei giorni a tua altissima visibilità nazionale per quella foto da te pubblicata su Facebook?

Avrei fatto volentieri a meno di tutta quella visibilità. Il linciaggio mediatico a cui sono stato sottoposto è stato frutto di strumentalizzazione, di una mistificazione di quanto realmente successo e che è stato volutamente frainteso: l’approssimativa, mendace ricostruzione dell’episodio ha scatenato una ondata di odio e cattiveria contro di me davvero spropositata.

Bisogna avere le spalle robuste e la coscienza tranquilla per sopportarle ma non è indolore quando insieme a te viene investita la tua famiglia. Insulti, indignazione, articoli, minacce, telefonate anonime, scritte davanti a casa: mi sono scollegato per un paio di giorni, ho temporaneamente sospeso il profilo facebook e letto solo i tantissimi messaggi di comprensione, vicinanza e incoraggiamento che mi arrivavano.

Le lezioni che ne ho tratto sono diverse: la politica, come diceva Rino Formica, è “sangue e merda”: ci sono persone che per farti fuori non esitano a gettarti nel tritacarne. La gogna pubblica, nel tempo dei social, è uno strumento di violenza e la libertà di espressione, in quello del politicamente corretto, un lusso che si paga a caro prezzo. Guareschi diceva che per restare liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza esitare la via della galera. Se volessi però trarre il buono da tutto questo male (“in malo bonum”), devo riconoscere la conferma di avere tantissimi amici, persone che mi stimano, mi vogliono bene e apprezzano i miei modi ironici e dissacranti. Compreso il giornalista Giuseppe Cruciani che mi ha chiamato dalla trasmissione “La Zanzara” per dirmi “Priamo, amico mio, chapeau”.

Più volte hai definito alcuni tuoi post “satira”. Quanto questa attività di satira è compatibile con quella di dirigente di un partito politico?

Certamente l’esercizio dei due ruoli è difficile. Lo stile con cui faccio politica e comunicazione all’interno del mio profilo facebook è spesso ironico e irriverente. Io sono questo e a cinquant’anni suonati è difficile cambiare: il privilegio di esserlo fino in fondo, di condurre le mie battaglie nel rispetto degli altri ma anche delle mie convinzioni e della mia libertà espressiva me lo vorrei tenere stretto.

La realtà è che se oggi ti poni fuori dal perimetro del pensiero conforme e politicamente corretto, sei bollato di infamia. Pasolini scriveva: “Io profetizzo l’epoca in cui il nuovo potere utilizzerà le vostre parole libertarie per creare un nuovo potere omologato, per creare una nuova inquisizione, per creare un nuovo conformismo e i suoi chierici saranno chierici di sinistra”.

La mia intemperanza scalpita ogni volta che vedo costruire recinti alla libertà di pensiero e la Legge Zan, obbiettivo del mio fotomontaggio “futurista”, questo è di fatto: un obbrobrio giuridico, un mostro ideologico ma soprattutto una pericolosa legge liberticida. Non mi va giù che una legge del genere (avversata non solo dal sottoscritto ma da tutto il centrodestra e dai movimenti femministi più accaniti) potrà essere usata per condannare chiunque avesse un’idea diversa e magari tradizionale e naturale, sulla famiglia, sui sessi e sulle identità. Trovavo poi risibile il fatto che ci si occupasse dell’approvazione di tale Disegno di Legge all’interno di una sede non idonea allo scopo quale quella di un consiglio comunale. Tutte le altre questioni sulla presunta offesa che avrei arrecato alle donne o ai loro diritti sono balle: la dose di veleno messa al solo fine di rendere la polpetta letale. Il registro ironico che talvolta adotto, lo sberleffo, sono per sdrammatizzare: ritengo la mancanza di ironia e il prendersi troppo sul serio ciò che contraddistingue ogni fanatismo. Riguardo al ricorso ad un fondoschiena, mi meraviglio dello scandalo, oggi che quasi nulla provoca più scandalo. E poi, in fondo, cos’è la satira se non una presa per il c… del potere?

Perchè hai deciso di dimetterti da coordinatore cittadino di FdI?

Ho pensato di mettere a disposizione il mio modesto ruolo di coordinatore cittadino perché ho avvertito pressioni in tal senso e soprattutto perché, nella piena assunzione delle mie responsabilità, non volevo creare imbarazzi al partito nel momento in cui la questione stava assumendo dimensioni nazionali. A caldo, ho ritenuto che fosse la cosa giusta da fare a protezione di un partito che ambisce a divenire la prima forza del centrodestra.

Fratelli d’Italia continua ad essere il tuo partito?

Il mio percorso politico viene da lontano ma è sempre stato orientato a una certa coerenza. A destra sono nato, la destra è da sempre la mia casa e sempre la resterà.

Da qui alle elezioni comunali di Parma quale sarà il tuo ruolo politico?

Quello che posso dirti è che amo visceralmente la mia città e che non rinuncerò a denunciarne un decadimento che ogni giorno di più mi addolora. Tanti parmigiani mi spronano a farlo ogni giorno. Parma merita molto di più e il mio impegno, nel mio piccolo, proseguirà nella speranza che la nostra città possa finalmente intraprendere un percorso di riscatto, di rilancio e di rinascita. Non servono le classifiche di Italia Oggi, recentemente pubblicate, per capire il profondo degrado che la città sta vivendo in ogni ambito, non solamente in termini di decoro urbano e di sicurezza. Giorni fa sfogliavo il bellissimo libro di Leonida Villani “Nostalgia di Parma” e pensavo a quanto abbiamo perso in questi anni e che abbiamo bisogno di ritrovare al più presto: riprendere i fili di una Tradizione inaridita, di un nuovo orizzonte di senso comune, di una identità condivisa e oggi mortificata. Dobbiamo riprendere il sentiero interrotto, riannodare quei fili per costruire un futuro che sia davvero all’altezza del passato, all’insegna di un ritrovato spirito comunitario.

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Ti prenderai la tua rivincita contro Pizzarotti (il primo ad attaccarti per quella foto) alle elezioni comunali 2022?

Premetto che non ho nulla di personale nei confronti dell’attuale sindaco; forse è lui a farne una questione di tal specie a causa dei miei sbeffeggiamenti che altro non sono che critiche politiche rivolte alla cattiva gestione della città di cui è responsabile. C’è una cosa che gli rimprovero maggiormente: il modo ideologico, fazioso e profondamente divisivo col quale interpreta il proprio incarico istituzionale.

Lontano dal voler rappresentare tutta la comunità parmigiana, sordo all’ascolto, ha sempre tenuto un profilo barricadero e di parte teso più che altro alla promozione della sua immagine. Pizzarotti ha dimostrato di essere un perfetto rappresentante di quel radicalismo di massa che, come premoniva Augusto Del Noce, avrebbe sostituito il comunismo e che oggi trova i suoi punti di attrazione nella bioetica, nell’eutanasia, nell’aborto, nella relativizzazione della famiglia, nella liberazione sessuale, nell’apologia dell’omosessualità, nella legalizzazione della droga, in una stucchevole “pappa del cuore” e dei diritti.

E mentre le sue azioni simboliche procedevano (attestati civici, riconoscimenti omogenitoriali farlocchi, panchine arcobaleno, flash mob immigrazionisti, feste multiculturali, invettive contro Trump e i populismi, ecc.), in città, progressivo e inesorabile, avanzava lo sfacelo. Il 2022 non è così lontano e rappresenterà l’occasione per invertire drasticamente la rotta: io mi metto umilmente a disposizione della mia comunità.

Andrea Marsiletti