Intitolazione di una via di Parma agli “Eroi del Covid”: da EP e Pd argomenti contraddittori, dalla Lega un deficit di credibilità (di Andrea Marsiletti)

Ieri in Consiglio comunale Effetto Parma e il Pd hanno bocciato la mozione della Lega di intitolare una via, una piazza o un luogo pubblico di Parma agli “Eroi del Covid”.

L’obiettivo della consigliera comunale Laura Cavandoli era quello di fissare per sempre il ricordo dei tanti medici, infermieri, professionisti sanitari, operatori socio-sanitari, farmacisti, volontari e associazioni di volontariato che hanno dato tutto loro stessi in questa tragica pandemia.

Tutti gli altri gruppi consiliari hanno votato contro la mozione. E’ evidente che l’abbiano fatto semplicemente perchè proposta della Lega, quindi per un pregiudizio politico. E’ stato l’antipasto di quello che saranno le elezioni comunali 2022.

Che il voto contrario sia stato un atto politico lo si capisce bene dalle argomentazioni addotte da EP e PD, variegate e a volte contraddittorie: c’è chi ha detto che quella delibera andava bocciata perchè devono passare 10 anni dal contagio, chi che non bisogna ragionare sull’onda emotiva degli eventi, chi che oggi l’eventuale location sarebbe in una strada o una piazza della città sperdute, quindi non adeguata, chi perchè sarebbe propaganda elettorale, chi per i toni usati, chi perchè bisogna fare insieme…

Non ci trovo nulla di male o di strano che una città come Parma che ha tanto sofferto per il Covid volesse ricordare i suoi eroi. Quella via ci sta tutta.

La mozione non è passata solo perchè depositata dalla Lega. Nascondersi dietro altre argomentazioni artificiose secondo me è poco convincente. In questo la Cavandoli ha pienamente ragione.

Al posto di Effetto Parma e Pd avrei detto la verità, senza giri di parole, senza coda di paglia: la Lega è stato il partito più ondivago sul Coronavirus e quello che più ha sottovalutato la pandemia. E lo continua a fare, a differenza della quasi totalità dei suoi amministratori locali che nulla hanno trascurato.

Solo qualche giorno fa Salvini ha partecipato a un convegno negazionista del Covid organizzato dal “virologo” (?) Vittorio Sgarbi nel quale sono stati ridicolizzati l’uso della mascherina e del distanziamento sociale, arrivando a solidarizzare con le parole ripugnanti del cantante Andrea Bocelli che ha minimizzato i mesi terribili della pandemia, i cui effetti sarebbero stati ingigantiti visto lui non conosceva nessuno che è finito in terapia intensiva, che si vantava di non aver rispettato le regole del lockdown (quindi di essere andato fuori quando la legge lo impediva) perchè si sentiva umiliato e offeso a dover rimanere in casa.

Avergli espresso pubblicamente solidarietà a Bocelli è stato l’ultimo, clamoroso, errore di Salvini.

Se il leader della Lega si mettesse tranquillo, magari in silenzio per qualche settimana, se gli togliessero la username e la password della sua pagina Facebook, risalirebbe nei sondaggi. Per accrescere il suo consenso elettorale gli conviene più affidarsi all’operato del Governo Conte che ai suoi post su caffè, pomodori, angurie, video urlati, dichiarazioni negazioniste, fotomontaggi, scritte intermittenti in rosso, quando non a messaggi ambigui sulle mascherine il cui utilizzo è ancora oggi supplicato da tutti gli eroi del Covid.

Bocelli ha fatto 2+2 e nel gito di 48 ore si è rimangiato tutto, chiedendo scusa per le sue parole.

Ma quel video (GUARDA) lo segnerà per sempre.

Come è giusto che sia.

Andrea Marsiletti

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