Kirov è vivo, in Transnistria

A Tiraspol, la capitale dell’ultima Repubblica Sovietica esistente, la Transnistria, non ci sono solo le statue di Lenin, le vie dedicate Marx, il rublo e il KGB, ma la capitale dell’autoproclamato “Stato fantasma” (de facto, non de iure perchè non riconosciuto da nessun Paese – vedi speciale Transnistria a fondo articolo) tra la Moldavia e l’Ucraina ricorda anche il rivoluzionario bolscevico Kirov.

Lo fa con un parco cittadino a lui dedicato, il Parco Kirov, per l’appunto.

Per coloro che non lo sapessero, Kirov era il capo del Partito comunista sovietico a Leningrado, molto legato a Stalin, favorevole ai programmi di collettivizzazione e industrializzazione forzata.

Morì assassinato nel 1934 da un giovane militante comunista legato apparentemente alle correnti dell’opposizione di sinistra antistaliniana di Zinovev; la sua uccisione indusse Stalin a iniziare la repressione dei gruppi di opposizione di Trockij, Kamenev e Zinovev, che sarebbe sfociata nelle grandi purghe del 1936. Circola anche l’ipotesi che Kirov sia stato ucciso dallo stesso Stalin per trovare un pretesto per accentuare la repressione interna ma questa teoria non è condivisa da tutti gli studiosi.

Tornando a Tiraspol, è stato per me bellissimo passeggiare in quel parco vuoto, decadente, ambizioso, nel quale la fotosintesi delle piante non emette ossigeno ma quell’intramontabile grigiore sovietico… che poi è il motivo per cui sei lì, a Tiraspol, a respirare ricordi, a immaginare, a vivere quello che non hai potuto vivere.

Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro e si chiamano ricordi, altre ci portano avanti e si chiamano sogni” diceva Jeremy Irons. Tiraspol è tutte e due le direzioni insieme: ti porta indietro e ti fa sognare.

Andrea Marsiletti

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SPECIALE TRANSNISTRIA (di Andrea Marsiletti)

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