La forza delle idee (di MarcoMaria Freddi)

Caro Direttore,

non credo nella forza della fede ma nella forza delle idee.

La chiesa di Parma ha riflettuto sulle tentazioni di protagonismo del caso Svoltare, già associazione ora cooperativa, che secondo l’alto dirigente rappresentate lo stato estero del Vaticano, il vescovo di Parma, avrebbe pensato solo al pane rinunciando a dio e al vangelo.

Si stupisce, l’alto dirigente rappresentate lo stato estero del Vaticano, che in pochi anni di vita la già associazione ora cooperativa, abbia potuto muovere una mole di lavoro impressionante con vari soggetti istituzionali meritando, in ultimo, addirittura il premio Sant’Ilario nel 2018.

Profonde riflessioni, quelle del vescovo di Parma, che fanno il paio di quelle del direttore di Radio Maria, Padre Livio Fanzaga, il quale ha sostenuto che la pandemia è un progetto satanico delle élite mondiali, élite che hanno l’obiettivo di costruire un mondo nuovo senza dio, il mondo governato da satana.

C’è un tratto che accomuna la comunicazione della santa romana chiesa e le destre conservatrici italiche, il tratto di avere istituzionalizzato un mondo di fatti alternativi, derivati da un credo imponderabile o dalle affermazioni di un leader, sia questo un vescovo, un cardinale o un segretario di partito.

Più laicamente, Hannah Arendt, affermava che costringere i propri seguaci ad accettare le bugie dei loro leaders rafforza il loro legame rendendo le strutture, chiese o partiti, sette adoranti, che si tratti di apparizioni, resurrezioni, scandali sessuali o più semplicemente di rimborsi elettorali non dovuti, commercialisti che patteggiano o banche fallite.

Ma questo non è il punto.


Parte del punto è e rimane la cosiddetta sinistra e limitrofi, che dal 2007 non trova una sua identità e che nonostante un’identità non riesce a definirsi, chi crede in una società aperta, libera, democratica, socialista ed ambientalista si aggrappa a ciò che c’è, con paura, ma come mi diceva mia madre senza paura non c’è speranza.

A partire dalla fine degli anni Ottanta abbiamo assistito al crollo di un intero mondo politico, alla liquefazione dei partiti storici e, inermi, tutti i rappresentanti di una visione di società aperta sono stati travolti dal populismo del M5S e delle destre sovraniste, nazionaliste, illiberali e razziste.

Travolti al punto da immaginare che le forze che avrebbero dovuto rappresentare la società aperta, potessero essere gli artefici degli accordi con la Libia o dei daspo urbani, questo, per essere credibili agli occhi alla italica propensione al conservatorismo al netto della sacra romana chiesa e le destre di questo Paese.

Ma anche questo non è ancora il punto, il punto è credere nella forza delle idee, andare alla ricerca della verità, quella che è sotto gli occhi di tutti, ma che tutti fingono di non vedere.

La forza delle idee come strumento che può smascherare l’ipocrisia della società, ipocrisia che si autoalimenta a tal punto da creare una classe dirigente vuota che sa guardare solo al passato con occhi vecchi ripetendo all’infinito gli stessi schemi.

Il punto, al netto della mia lunga premessa, è l’intervista rilasciata dal collega consigliere Lorenzo Lavagetto, capogruppo del PD a Parma (leggi), ma di questo ne parleremo domani, in consiglio comunale.

MarcoMaria Freddi
Radicale