La musica e la cura dell’anima. I concerti nelle case protette nei mesi di Coronavirus. Intervista a Giuseppe Gaiani

La musica cura, da sollievo, fa sorridere, commuove, fa ballare, fa cantare.

La musica ci fa bene.

È con questa consapevolezza che con l’iniziativa “Concerti in Giardino”, Proges ha contribuito a “curare” non solo il corpo degli ospiti di alcune residenze per anziani, comunità psichiatriche e centri per disabili, ma anche l’anima, in un momento in cui le fragilità sono state ancora più esasperate dalla solitudine e dall’isolamento che la pandemia ci ha costretto a vivere.

Giuseppe Gaiani, coordinatore dell’iniziativa ci ha raccontato le emozioni che hanno provato ospiti, operatori e musicisti stessi. Da dove è nata l’iniziativa?

Dalla Cra Santa Rita di Soragna, da una prima esperienza, un tentativo, abbiamo pensato di pianificare una rassegna che essendo in pieno lockdown si sarebbe svolta all’esterno, naturalmente per ragioni di sicurezza sia per gli ospiti, che per gli operatori che per noi musicisti. “Concerti in Giardino” appunto. È stato un dono, il nostro modo per stare il più possibile vicino agli ospiti e agli operatori da mesi in prima linea.

E così, Giuseppe Gaiani, egli stesso violinista, diplomato al Conservatorio Arrigo Boito, ha coinvolto un gruppo di musicisti d’eccellenza, fra professori d’orchestra e docenti dello stesso Conservatorio parmigiano: Massimo Ferraguti (sax) e Rosa Segreto (violino), entrambi docenti al Boito di Parma, Gianni Dallaturca, tromba dell’Orchestra del Teatro alla Scala, Silvia Falavigna violino di Europa Galante (uno tra gli ensemble più famosi al mondo per la musica barocca) e docente al Conservatorio di Piacenza.

Che emozioni siete riusciti a scorgere al di là delle finestre?

Abbiamo capito subito che erano talmente contenti e commossi tutti che noi stessi musicisti ci siamo detti di voler ripetere l’esperienza e ora stiamo valutando di coinvolgere anche il Conservatorio. È stato davvero meraviglioso vedere così tanti sorrisi in un momento in cui sorridere non era certo facile. Ma la musica fa questo. E poi ci sono stati gli applausi e persino le richieste! Devo dire che l’iniziativa ha suscitato interesse anche a livello nazionale, infatti ci hanno contattato diverse realtà analoghe alla nostra.

Dove avete suonato e quale repertorio avete proposto?

Sono stati brevi concerti di una ventina di minuti, siamo stati a “La Casa di Alberi”, “Centro Servizi Sidoli” e al “Centro Varese”. Nelle strutture più vaste abbiamo girato attorno agli edifici per permettere a tutti di ascoltare. Il repertorio è stato ampio, da Vivaldi a Corelli, da Bach a Nicola Piovani a Astor Piazzolla. Con gli strumenti a fiato abbiamo suonato persino Gianni Morandi su specifica richiesta di un ospite…

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Una grande gioia, perché ti rendi conto della potenza del linguaggio universale della musica che permette di andare oltre le barriere. La musica arriva a toccare le corde dell’anima di tutti. Abbiamo suonato per ciascuno di loro e credo che questo lo abbiano ben percepito. Come quando vai in una sala da concerto, i musicisti suonano per te.

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Avete altre iniziative legate alla musica o ad altre forme di arte?

Sì, ci sono diversi progetti, Proges ha stretto rapporti con enti e istituzioni culturali, perchè crede che le attività artistico culturali siano importanti per la salute degli ospiti. Per esempio per Parma 2020, abbiamo ideato il viaggio nella “Grande Bellezza” in collaborazione con la Galleria Nazionale, che porterà gruppi piccolissimi di ospiti al museo. È il frutto di una sperimentazione che stiamo facendo da tempo, perché siamo convinti che il bello sia contagioso e infatti riscontriamo grandi risultati, con un netto miglioramento nella qualità della vita dei pazienti. Siamo stati al Museo Cinese, alla Fondazione Magnai Rocca e persino al Museo Dallara e devo dire che c’è stata grande collaborazione da parte di tutte le istituzioni coinvolte. Poi abbiamo il progetto dell’orchestra ritmica, dove i nostri ospiti suonano veri strumenti a percussione seguendo il ritmo di brani di musica classica. È un’importante stimolazione cognitiva che dà beneficio sia agli ospiti attivi che suonano che a quelli passivi che ascoltano. Vediamo grandi sorrisi e aumentare la tranquillità, anche nelle persone più agitate.

Tatiana Cogo