La retorica dei santi e degli eroi (di MarcoMaria Freddi)

Caro Direttore,

beato quel popolo che non ha bisogno di santi ed eroi ma si sa prendere le sue responsabilità.

Le scrivo ciò che avrei voluto dire durante il Consiglio Comunale di oggi (venerdì 31 luglio) in occasione della proposta della Lega di intitolare una strada al personale sanitario impegnato durante la pandemia. (leggi)

La retorica deteriora la politica, la snatura nella sua essenza, ricerca solo il facile applauso per averne un ritorno di consenso elettorale.

Dico questo non volendo polemizzare sul fatto che chi richiede l’intitolazione oggi, è stato e continua ad essere il partito che più ha sottovalutato la pandemia quando non deriso e schernito le uniche misure di prevenzione possibile, mascherina e distanziamento fisico ma perché credo che gli “eroi” a cui si si deve rispetto e memoria siano altra cosa.

Il personale medico ha fatto solo il suo dovere, la retorica narcotizza il libero e critico pensiero poiché al pari della categoria sanitaria, tante altre tipologie di lavoratori hanno fatto il loro dovere e si sono assunti le loro responsabilità durante la pandemia, penso ad esempio – non l’unico – alle cassiere dei supermercati senza che nessuno si sia mai sognato di intitolare nulla, forse perché questo immaginario lavorativo porta meno consenso.

Vale anche per la comunicazione di mercoledì scorso sempre in Consiglio Comunale, un plauso all’operazione che ha sgominato una banda di spacciatori in città, un vero e proprio tripudio di retorica.

Ho sempre pensato all’inutilità, per un politico, di qualsiasi azione rivendicativa, retorica, in assenza di un reale sforzo di iniziativa e pensiero, cioè del far politica, farsi corpo in politica.

Non tanto l’operazione di per sé agita nel rispetto della legge ma che una veritiera e concreta lettura e riflessione politica, dice che l’operazione ha semplicemente privato di un cucchiaino di acqua il mare della produzione e dello spaccio delle sostanze.

Al netto dell’elogio – un po’ ridondante come sempre in questi casi – è mancata una riflessione politica più articolata, una riflessione su ciò che significhi un aumento del consumo in città e nel nostro Paese, di quanto le multinazionali del crimine italiano traggano grandi vantaggi da posizioni da “caccia al consumatore” che questa amministrazione sembra aver sposato e magari, riflettere ad un rinnovato e più utile ruolo che la polizia locale dovrebbe avere in Città.

Mi aspetto, da chi afferma di appartenere ad una idea di società aperta, che certe domande se le ponga, diversamente è bene che dichiari pubblicamente che la sua visione è altra, visione buona da esser spesa in preparazione della scadenza elettorale locale del 2022 ma che nulla ha a che fare con le spinte originarie della prima amministrazione di Federico Pizzarotti.

Beato quel popolo che non ha bisogno di santi ed eroi ma si sa prendere le sue responsabilità e con responsabilità ha il coraggio di produrre pensiero politico.

MarcoMaria Freddi

Radicale, militante dell’Associazione Luca Coscioni

Consigliere Comunale di Parma

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