La storia di Simone, il necroforo dell’ospedale di Fidenza. Oggi è lui il mio eroe (di Andrea Massari)

foto: AGI

Diario dell’emergenza Covid19, 18 marzo 2020. (dalla pagina Facebook del sindaco di Fidenza Andrea Massari)

Lui si chiama Simone.

A Fidenza lo conosciamo tutti perché, insieme a suo fratello Nicola, è uno che non si tira mai indietro per suonare e portare un sorriso nelle case protette, per le associazioni e le buone cause. Simone ha un cuore grande così.

Vorrei dirvi che Simone ha un coraggio straordinario che in questi giorni mi ha insegnato tanto.

Perché Simone è il necroforo dell’ospedale, l’uomo che avvolto dalla tuta gialla protettiva, dai guanti e dal mascherone si muove come un palombaro nelle acque scure della tragedia di tante famiglie, gestisce il flusso continuo di bare nella cappella dell’ospedale, collabora con le onoranze funebri e nessuno come lui e i medici è a contatto con la conseguenza più immediata e letale del virus.

Penso spesso a Simone in questi giorni, penso alla violenza di quello che vede, penso che al suo posto uscirei pazzo.

Penso alla fede cui è aggrappato per resistere.

E vi confesso che stamane sono rimasto incantato a guardare la foto che vedete qui sotto ripresa da una importante agenzia giornalistica.

Per il rispetto, la devozione, per l’umanità che esprime di fronte ad una tragedia così.

La statua della Madonna con l’indice alzato, l’uomo in giallo di fronte a lei che resiste. Sembra una preghiera, così forte da curare il dolore sullo sfondo.

Qualcuno ha già scritto che la foto simbolo di questa emergenza è quella di Papa Francesco a piedi nella Roma deserta.

So cosa è accaduto dal 21 febbraio, so che stiamo tutti lottando come matti e so che questa prova segnerà le nostre vite per sempre.

La guerra è in corso, dobbiamo ancora vincerla ma sin da ora so che per me questa sarà la foto che descriverà questi giorni nei quali abbiamo dovuto cambiare tutto, dalla sera alla mattina, per sopravvivere.

Non mi è mai piaciuto usare la parola eroi perché mi dava un senso di pomposità antica e fuori luogo. Poi ho visto gli eroi, quelli veri.

Medici, infermieri, volontari, perfino il personale delle pulizie dentro gli ospedali e sui loro mezzi.

Poi ho visto il coraggio del necroforo Simone, un altro di quelli che non dovremmo dimenticare quando diciamo grazie a chi lavora per noi.

Oggi è lui il mio eroe. E non vedo l’ora di poterlo abbracciare insieme a tanti di voi.

Andrea Massari