“La donazione come valore”

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14/12/2010
h.16.10

Il tavolo tecnico del progetto “La donazione come valore”, dedicato al medico scomparso Claudio Carosino, promosso da Avis Comunale e dalle Agenzie alla Sanità e all’Associazionismo del Comune di Parma, si è riunito per la prima volta questa mattina in Municipio.
L’obiettivo del progetto – finanziato dall’Agenzia alla Sanità e Comune – è quello di coinvolgere attivamente il mondo medico nella promozione della donazione di sangue, in particolare i medici che sono maggiormente a contatto con i cittadini, come quelli di medicina generale e quelli di medicina sportiva.
Il progetto trae origine da un’indagine che ha dimostrato la necessità dei donatori e dei futuri nuovi donatori di potersi affidare ai propri medici di famiglia per avere maggiori informazioni, e così superare eventuali dubbi e diffidenze riguardo la donazione.
Allo stesso tempo, dall’indagine è emerso che gli stessi medici sono disponibili a collaborare per promuovere la donazione di sangue, ma si dichiarano anche desiderosi di ricevere maggiori informazioni sui criteri di selezione dei donatori.
Il tavolo, che si impegna a riunirsi costantemente, si pone dunque l’obiettivo di proporre e attivare processi di informazione e coinvolgimento dei medici per promuovere la donazione di sangue fra i loro pazienti.
Alla prima riunione, sono intervenuti il delegato del sindaco all’Agenzia alla Sanità, Fabrizio Pallini, il delegato del sindaco all’Agenzia all’Associazionismo, Ferdinando Sandroni, il presidente dell’Avis Comunale di Parma, Doriano Campanini, il vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Parma, Pier Antonio Muzzetto, il direttore sanitario dell’Avis Comunale, Francesco Mineo, l’addetto Sanitario dell’Avis Comunale, Franco Benetti, il direttore dell’Istituto di Semeiotica Medica dell’Università, Almerico Novarini, Leonardo Marchesi in rappresentanza dell’Azienda USL, Massimo Franchini in rappresentanza dell’Azienda Ospedaliera, Norina Vincenzi in rappresentanza dell’assessorato alle Politiche sociali e sanitarie della Provincia di Parma, e il Direttore Sanitario dell’Avis Provinciale, Flavio Mozzani.
La riunione si è conclusa con l’invito a continuare la realizzazione degli obiettivi del progetto, creando un piano d’azione che verrà sottoscritto da tutti i membri del tavolo tecnico, in modo da mettere subito in pratica tutte le proposte suggerite dal primo incontro.

DICHIARAZIONI
Delegato del sindaco all’agenzia alla Sanità del Comune di Parma Fabrizio Pallini: “Purtroppo bisogna ammettere che la situazione che riguarda la donazioni sta subendo una determinate crisi; si sta perdendo la filosofia del dono. Per questo è importante coinvolgere il medico di famiglia che è sicuramente il collegamento diretto con i potenziali donatori. E’ giusto che le Istituzioni supportino questa causa, non soltanto con le parole ma anche con la pratica e questo tavolo ne è un esempio.”
Delegato del sindaco all’agenzia all’Associazionismo del Comune di Parma Ferdinando Sandroni: “Mi rende felice vedere come l’Avis, grande esempio di Associazione, sia riuscita a riunire un tavolo così rappresentativo. Senza sangue rimaniamo tutti bloccati, si ferma la ricerca e si ferma la vita. Sono convinto che questo progetto darà grandi risultati e nuovi impulsi anche per esportarlo al di fuori di Parma.”
Presidente dell’Avis Comunale di Parma Doriano Campanini: “Da sempre Parma si distingue per l’importante opera di donazione del sangue ma la crisi delle donazioni colpisce anche il nostro Comune. Le richieste sono in continuo aumento ed è fondamentale coinvolgere le istituzioni e le aziende mediche per incentivare in particolar modo i giovani e la popolazione straniera a donare. Ringrazio le agenzie comunali alla Sanità e all’Associazionismo del Comune di Parma per il grande supporto che stanno dimostrando.”

“La donazione come valore”

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29/10/2010
h.17.20

Parma è una città dal cuore grande. Qui il volontariato è una realtà molto forte. L’auspicio è che insieme alla collaborazione dei medici si possa fare ancora di più per rispondere ad una domanda di donazione di sangue destinata a crescere nei prossimi anni”. Così il sindaco Pietro Vignali è intervenuto questa mattina, presso la sede Avis, alla presentazione del progetto “La donazione come valore”. Oltre al sindaco, era presente il responsabile dell’Agenzia per le politiche per la salute Fabrizio Pallini.
L’Avis comunale di Parma con il finanziamento e il patrocinio del Comune di Parma e con il patrocinio dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Parma ha infatti avviato un progetto finalizzato all’incremento di donatori, mediante il coinvolgimento e il supporto dei medici. Con questo obiettivo è stata realizzata un’indagine sociologica su un campione di 1593 persone, tra cittadini, donatori e medici iscritti all’ordine.
Nel comune di Parma il rapporto tra donatori e popolazione è di circa il 4% ( 4 donatori ogni 100 abitanti). “Un dato eccellente – ha commentato il presidente comunale Avis Doriano Campaninima che in futuro non sarà sufficiente per rispondere all’aumento del fabbisogno di trasfusioni”.
Dall’indagine emerge da parte di cittadini e donatori una fiducia elevata nella classe medica e nell’associazionismo di volontariato per reperire informazioni sul tema della donazione. In riferimento alla cittadinanza, la mancata donazione appare nella maggior parte dei casi riferibile ad auto diagnosi arbitrarie, disinformazione o timori superabili grazie al contributo della classe medica.
E’ importante continuare a sostenere il più possibile questa forma di volontariato – ha sottolineato il sindaco Vignali -. Io stesso sono donatore. Ben venga questo progetto che vede il coinvolgimento dei medici: alla base della scelta di donare c’è una corretta informazione che, se viene fornita dai medici di famiglia, può aiutare ad aumentare le donazioni di cui c’è tanto bisogno”.
Il medico di famiglia è una colonna della sanità attuale e vogliamo mantenerla – ha aggiunto il responsabile dell’Agenzia per le politiche per la salute Fabrizio Pallini -.Questa indagine conferma la fiducia che il paziente ripone nel medico di famiglia”.