“La giunta provinciale migliora, il PD di Parma sempre meno credibile”

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08/07/2009

Penso che la nuova giunta provinciale presentata ieri dal Presidente Bernazzoli sia migliore di quella precedente, sia pur nella sua evidente continuità.
Esce di scena chi ha sperperato il denaro pubblico nelle iniziative pubblicitarie più disparate ed inutili, entrano una persona dal comprovato consenso personale come l’ex sindaco di Collecchio Giuseppe Romanini, un amministratore capace, sebbene abbia ancora tanto da dimostrare, come Andrea Fellini (al quale sicuramente il sottoscritto affiderebbe le chiavi di casa quando va in vacanza), una donna di esperienza come Marcella Saccani che nel campo del sociale non è l’ultima arrivata.
Confermata in blocco l’ossatura della giunta, le novità di questa nuova squadra mi paiono pertanto migliorative.
Tutto ciò premesso, non posso esimermi dall’evidenziare palesi contraddizioni che, a dire il vero, non imputo tanto al Presidente Bernazzoli che certe ipocrisie e fumo negli occhi non li ha mai dispensati, ma al principale partito della coalizione, il Partito Democratico, che fin dai suoi albori ha dimostrato una sfacciata propensione all’inganno della propria base e del proprio elettorato.
Tutti ricorderanno quando il Partito Democratico si era autoproclamato il partito del rinnovamento della classe dirigente; orbene, i democratici che entrano in questa giunta, se già non sono assessori uscenti (5 su 7), approdano da un altro incarico: Giuseppe Romanini da dieci anni sindaco di Collecchio non più ricandidabile, Marcella Saccani uscita qualche mese fa dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cariparma, assessore del Comune di Parma ai tempi di Stefano Lavagetto,  incaricata dal partito per vari ruoli  dalla fine degli anni ’70.
Il PD doveva aprire alle nuove generazioni ma qui in Provincia non solo non mette in giunta un ventenne o un trentenne ma neppure un quarantenne… tutti rigorosamente dai 50 anni in su. Certo, se la piazza dei giovani rampolli democratici di Parma non riesce ad offrire di meglio che degli aspiranti politicanti già maneggioni e vecchi e decrepiti nel modo di intendere e fare politica, senza lavoro e solo smaniosi di farsi assumere negli enti pubblici… beh, allora Bernazzoli ha fatto bene a lasciarli a casa e a non trasmettere un messaggio diseducativo con la loro premiazione. Dico di più, per essere un po’ bipartisan, se il nuovismo è quello berlusconiano che propone come classe dirigente ex modelle, tronisti, dipendenti del premier, veline o escort, ben vengano questi navigati cinqua-sessantenni. Detto ciò, in mezzo a questo vecchiume non si può non notare la differenza con la giunta del Comune di Parma che molto ha investito sui giovani, tra l’altro nelle deleghe di maggiore peso.
Al di là delle tessere nelle tasche di taluni, a mancare nella giunta provinciale è proprio il PD, ovvero quel partito che avrebbe dovuto andare oltre la sommatoria di DS e Margherita. Gli assessori democratici sono proprio quelli a garanzia della continuità degli equilibri politici di cinque anni fa tra DS e Margherita: i Pierluigi Ferrari, i Danni, i Gabriele Ferrari, i Castellani, gli Amoretti… tutti personaggi da decenni in politica, alcuni, ormai superati dai tempi, che possono rappresentare qualsiasi cosa ma non la stagione nuova del PD, quantomeno in modo credibile.
Nella giunta provinciale manca in toto la cosiddetta società civile: tutti gli assessori, dal primo all’ultimo, sono esponenti di partito. Cito, per limitarmi ai nuovi arrivati, Marcella Saccani e Giuseppe Romanini dei cui ruoli ho già accennato, l’agente Raffaella Pini ex sindaco di Fontevivo, Andrea Fellini (segretario provinciale del PDCI), Roberto Zannoni (resp. cittadino del circolo di Parma dell’Italia dei Valori). E scrivo questo polemicamente non perché io appartenga alla schiera di coloro che osteggiano o criminalizzano i partiti, anzi, ma per evidenziare le ipocrisie sopratutto di quelli del PD; sono stati questi ultimi, infatti, a vendersi nei talk show come i paladini della società civile, i traghettatori che uscivano secche delle sezioni di partito per aprirsi al mare aperto delle professioni, delle competenze e del mondo immacolato fuori dalla politica. Tutte balle.
E’ stato lo stesso PD ad imporre volontariamente nel proprio Statuto che fosse impedito il terzo mandato per qualsiasi ruolo di giunta e di consiglio… ma poi qui a Parma vediamo che l’assessore Ugo Danni è stato riconfermato sebbene sieda da dieci anni in giunta, e così pure l’Amoretti perché, questa è la giustificazione calendario alla mano, “non ha fatto due mandati pieni”…
Il PD doveva scegliere la propria classe dirigente coinvolgendo la base tramite lo strumento delle primarie, assunte ad elemento distintivo e fondativo del nuovo partito. Ovviamente ciò non è avvenuto nella composizione delle liste ma addirittura 5 assessori del PD su 7 non si sono neppure presentati davanti agli elettori, tra l’altro da assessori uscenti (che quindi a maggior ragione avrebbero dovuto sottoporre il loro operato al giudizio dei cittadini), e sono stati chiamati direttamente come esterni.
Il PD doveva essere il partito della parità di genere negli organi: su 7 assessori solo 2 donne. E’ tutto ciò passerà nel silenzio delle Donne Democratiche che tanto starnazzavano di parità un anno fa quando c’era da farsi cooptare negli organi del partito ma che nei prossimi giorni, statene sicuri, non troveranno né il coraggio né l’interesse per criticare Bernazzoli; anche loro hanno già capito tutto della vita, e sanno che è meglio ruffianarsi il Presidente, non disturbarlo per sperare in qualche futura cooptazione o nomina in un ente di secondo grado. E’ davvero triste vedere strumentalizzate in questo modo le battaglie delle donne che proprio perché giustissime meriterebbero ben altre protagoniste.
Dove, invece, c’è stato effettivo rinnovamento, questo sì, è nella composizione del gruppo consigliare di maggioranza: su 18 consiglieri 15 sono nuovi.
Guardacaso il rinnovamento avviene quando sono gli elettori chiamati a decidere, mentre domina la conservazione quando si fanno le nomine… sarà sicuramente un caso… o forse no? 

                                                                                    Andrea Marsiletti

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