“La politica fondata sul clientelismo frustra il cittadino”

10/04/2009

New Sensation“, la politica vista dai ventenni e dai trentenni.
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Lucia, puoi presentarti. Qual è il tuo percorso politico?
Mi presento: mi chiamo Lucia Fantetti, nata il 31 gennaio 1980 a Lucera provincia di Foggia e sono qui a Parma inizialmente per ragioni di studio . Ho sempre creduto fortemente in una cultura democratica fatta di diritti e doveri uguali per tutti per una civile convivenza, e che la libertà di ognuno inizia dove finisce quella di un altro.
Sono sempre stata molto attenta ed interessata agli eventi politici sociali e anche giuridici che mi circondavano. Borsellino e Falcone sono rimasti i miei eroi, modelli di vita, perché uomini capaci di agire per un senso di giustizia, di riuscire a vivere una vita autentica senza lasciarsi sopraffare dalle minacce, dalle angherie…”chi ha paura muore ogni giorno”.
Nonostante l’entusiasmo e l’interesse per la politica ho preso sempre distanze da occupazioni scolastiche e movimenti studenteschi gestiti da certi orientamenti politici, temevo di lasciarmi strumentalizzare; ero consapevole di una certa inesperienza ed ingenuità e ho preferito crearmi una mia linea di pensiero e acquisire delle competenze prima sul campo formativo lavorativo e sociale.

Quali sono oggi i punti di riferimento dei giovani?
Per i giovani adolescenti che si prospettano verso l’età adulta sono cambiate molte cose: quei punti di riferimento che la mia generazione aveva, e che già tendevano a sparire, non esistono più. Essi non hanno più punti forti di riferimento nella scuola e nella famiglia ed in ogni ragazzo i valori sociali di stampo umanistico faticano a crescere, a farsi forti, visibili e condivisibili. Ad essi si sostituiscono nuovi valori che trovano matrice nel mercato globalizzato, mediatico e tecnologico. I giovani, ma non solo i giovani, l’uomo in generale, vive una sorta di analfabetismo emozionale, non riesce più a capire le proprie emozioni e tramutarle in sentimenti, le relazioni diventano sempre più rare e fugaci, e l’ individuo viene lasciato solo con se stesso, con la negazione assoluta di valori e con un senso di impotenza, in una visione del tutto nichilistica preannunciata come crisi dei nostri tempi da Nietzsche « Dio è morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso! ».
Da queste considerazioni ho sentito l’esigenza di parlare alla gente, ed in modo specifico ai giovani, per non farli sentire soli di fronte a problematiche che oggi la politica non riesce più ad interpretare, a guardare in maniera imparziale ed disinteressata… anzi trova in quelle stesse problematiche argomentazioni per una propaganda politica basata sul clientelismo, che non fa altro che aggravare la situazione attuale, creando sfiducia e frustrazione nel cittadino, allontanandolo sempre più da una vita politica attiva democratica e partecipata.

Il movimento Libera Politica di recente costituzione è l’ennesimo movimento civico in città? Pensi che ci sia ancora lo spazio politico o che gli ubaldiani, i bigliardiani, i guarnieriani, i vignaliani lo abbiamo già occupato tutto?
Il nostro movimento civico di Libera Politica si pone in un’ottica del tutto diversa dagli altri movimenti o partiti politici. I due fondatori, Paolo Leporati e Emilio Conforti, hanno colto le mie osservazioni sul sistema attuale e hanno condiviso le mie critiche ai tanti movimenti civici che stanno proliferando su tutto il territorio nazionale. Questi ultimi non sono altro che un mascheramento di partiti già esistenti, più che fare critiche costruttive portano avanti discorsi polemici secondo una politica di vecchio stampo perdendo di vista i bisogni del cittadino.
Diversamente dalla visione di una politica imposta dall’alto, alla quale oggi siamo abituati e rassegnati, in uno stato democratico lo spazio politico è creato dal cittadino, e vorremmo che il cittadino tornasse a questa consapevolezza, tirasse fuori la propria coscienza critica e potesse sentirsi protagonista nella vita della propria città.
Nostro obiettivo è porci come punto di ascolto per il cittadino nell’intento di comprendere il suo punto di vista e sue difficoltà riguardo la politica, la pubblica amministrazione e la realtà lavorativa sociale e familiare in cui vive, e poter trovare spunti costruttivi condivisibili per fattibilità ed utilità. Nel nostro operare cercheremo di tenere aperto il dialogo sia con la pubblica amministrazione sia con le altre realtà civiche; non vogliamo creare opposizioni bensì una rete di comunicazione che faccia sentire il cittadino attore principale.
Abbiamo aperto un sito internet (www.liberapolitica.org) dove si può comodamente da casa commentare, fare segnalazioni ed osservazioni. Crediamo che la tecnologia ci possa venire incontro per facilitare la vita eliminando molte incombenze.

Quali sono i riferimenti politici e culturali di Libera Politica?
Non vogliamo farci influenzare da nessun orientamento politico né obbligare un certo modo di far politica. Siamo aperti al confronto con chiunque, che sia di destra o sinistra poco importa, anzi, poter confluire su punti comuni da posizioni diverse sarebbe più utile ed interessante.
Vogliamo sconfiggere tanti impedimenti e incomunicabilità tra la pubblica amministrazione e la cittadinanza, ma per far ciò dobbiamo, prima di tutto, rendere il cittadino stesso libero da pregiudizi e barriere culturali di provenienza.
Prima di essere di destra o sinistra, donne o uomini, giovani o anziani, settentrionali o meridionali, siamo persone con una propria dignità e libertà individuale.
In tutto questo il nostro movimento si pone in un’ottica “apolitica” e non obblighiamo ai nostri iscritti nessuna lista civica; se dovesse nascere una lista civica lo si farà solo qualora gli stessi cittadini facenti parte sentissero la necessità di avere una nostra rappresentanza eletta dal basso, una lista che abbia persone con il pieno appoggio del cittadino, per fiducia, competenza e rappresentatività della cittadinanza.

Pensi che Parma non sia una città libera?
Penso che in quanto città di Italia, Parma si ritrova a che fare con gli stessi problemi di tutti gli italiani, situazione determinata soprattutto da una mentalità tutta all’italiana che porta avanti un clientelismo politico per risolvere problematiche nell’inserimento lavorativo e giungere a posti di potere. Tutto ciò ammazza la creatività, la competitività e la produttività di un Paese.

Tu ti occuperai in particolare di coinvolgere i giovani. Come pensi di riuscire ad interessarli a Libera Politica?
All’interno del movimento ho assunto il ruolo di coordinatrice giovani. Credo fortemente in loro, poco meno in chi li vorrebbe pedine di un sistema politico economico attento più al profitto che al loro benessere e al loro futuro.
I giovani diventano bulli perché nessuno vuole più ascoltarli, nessuno vede in loro un impegno educativo; la rete diventa l’unico luogo dove hanno possibilità di esprimersi e trovare punti di riferimento.
Cercherò di coinvolgerli usando il loro stesso linguaggio e i loro stessi mezzi di comunicazione per capire i loro bisogni e trasmettendo loro la fiducia in se stessi come persone pensanti capaci di costruire un mondo migliore secondo i propri interessi ed aspirazioni. I ragazzi hanno bisogno di incontrarsi con i loro simili per acquisire sicurezze e forza morale.
Daremo il nostro supporto in una società dove i giovani vengono lasciati a se stessi senza prospettiva di futuro.

Alle provinciali sarete protagonisti o spettatori? Nel caso di un vostro impegno chi tra i candidati oggi in campo sentite più vicini?
Alle provinciali saremo spettatori.

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