Maison Parma: i frutti della settimana di study tour per la delegazione di Bujumbura

Lombatti
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Dal 2004 Parma e Bujumbura sono unite dal progetto Maison Parma, (di cui il Comune è capofila), per arginare fame e povertà e dare prospettive di futuro alle comunità del Burundi. Per un’intensa settimana la delegazione guidata al Sindaco di Bujumbura Jimmy Hatungimana e dal Governatore della Provincia Desire Nsengiyumva ha attraversato Parma e la sua provincia per uno study tour previsto dal progetto “Maison Parma, il valore del territorio: la filiera del pomodoro e lo sviluppo sostenibile” finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e di cui il Comune di Parma è capo fila. Obiettivo dello Study è stato quello di arricchire le competenze sulla filiera del pomodoro proprio all’interno di realtà d’eccellenza nella coltivazione dell'”oro rosso” parmense.

L’accoglienza in Consiglio Comunale che ha aperto la settimana di soggiorno è stato un momento istituzionale importante (la delegazione è stata ricevuta dal Sindaco Michele Guerra, dall’Assessora alla Cooperazione Internazionale Daria Jacopozzi e dal Presidente del Consiglio Comunale Michele Alinovi), ma solo il primo di una serie di appuntamenti che hanno colto l’obiettivo di una formazione e di una promozione del progetto a 360 gradi.

Oltre agli esiti della “filiera buona” e dello sviluppo di un’economia di pace, che possa anche valorizzare la dimensione femminile, illustrati, grazie ai monitoraggi svolti negli anni, nell’ambito del partecipato convegno “TUTTO IL BUONO DEL POMODORO. Parma-Bujumbura un modello di cooperazione vincente e sostenibile ”promosso presso APE Museo da Parmaalimenta e Fondazione Monteparma lo study tour parmigiano ha rappresentato per la delegazione istituzionale e tecnica un’immersione nei processi di trasformazione del pomodoro tipici del nostro sistema agroalimentare.

Il sogno di realizzare una filiera del pomodoro in Africa centrale si sta concretizzando sempre di più, e, grazie alla collaborazione con i partner italiani di progetto Parmaalimenta, Azienda Agraria Sperimentale Stuard, IMEM-CNR, UNIPR, CNA e Fondazione AVSI, il sostegno della Regione Emilia-Romagna e l’Azienda Rodolfi SPA di Ozzano Taro nell’ambito industriale e le Aziende Rubra Salus e 50Bio in un ambito artigianale un notevole passo avanti è stato fatto in ambito di formazione teorica e pratica sugli aspetti agronomici, merceologici, nutrizionali e tecnologici, oltre che nel campo della sicurezza alimentare, come ha sottolineato Daria Jacopozzi Assessora alla Cooperazione Internazionale “E’ stata una settimana molto intensa di visite e di dialogo. Abbiamo capito che le nostre competenze sono indubbiamente molto avanzate e specializzate ma il confronto ci ha permesso di capire quanto il principio di reciprocità sia presente e necessario nell’ambito della cooperazione. E’ un progetto ambizioso quello che stiamo realizzando in Burundi ad ampio spettro che partendo dalla filiera del pomodoro racchiude il tema del diritto al cibo per tutti , del lavoro dignitoso, della nutrizione e della sicurezza alimentare, del ruolo della amministrazione locale di fronte ai bisogni della propria comunità.”.

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