Marco Mastacchi (Rete Civica): “I Centri Assistenza e Urgenza a Parma sono un sovraccarico per il personale sanitario”

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Quali sono i numeri ad oggi sull’affluenza dell’utenza al CAU e al Pronto Soccorso di Parma e se tengono conto del numero di utenti assegnati all’ambulatorio camminanti del Pronto Soccorso anziché al CAU è il primo quesito che un’interrogazione del Consigliere Marco Mastacchi, Capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna pone alla Giunta.

Subito a seguire chiede quale sia il cronoprogramma di attivazione della centrale 116117 e della COT e se e con quali modalità verrà adeguato il numero del personale infermieristico per una corretta gestione di tutti i CAU e i Pronto Soccorso presenti sul nostro territorio. I CAU (Centri Assistenza e Urgenza) sono strutture territoriali destinate alla gestione delle urgenze sanitarie a bassa complessità clinica e assistenziale. Garantiscono, oltre alle prestazioni erogate dalla Continuità Assistenziale, prestazioni non complesse attualmente erogate nei Punti di Primo Intervento e nei Pronto Soccorso e dispongono di competenze clinico-assistenziali e strumentali in grado di fornire risposta ai problemi e ai bisogni di carattere acuto ma di modesta entità e alle situazioni di minore criticità. 

I CAU servono a ridurre la pressione degli accessi ai Pronto Soccorso e nascono con accesso diretto, ovvero non occorrono la prenotazione o la richiesta del medico. L’intervento è garantito dalla centrale 116117, numero unico europeo per cure non urgenti e dalla COT (Centrale Operativa Territoriale) le cui aperture però al momento sono senza data.

La valutazione in ambulatorio viene fatta da un’equipe multiprofessionale costituita da un medico e un infermiere e la visita e gli esami con profilo di base sono gratuiti per i cittadini residenti in Emilia-Romagna, mentre le visite specialistiche differibili, gli esami strumentali e gli esami del sangue che implicano un’analisi più complessa, prevedono il pagamento del ticket. 

I CAU devono essere strutture indipendenti, collocate in prossimità dei Pronto Soccorso od altre strutture, ma non al loro interno così come riportato nella DGR.1206 del 17 luglio 2023 dove è ribadito che il 65% dell’affluenza al Pronto Soccorso si rivela impropria. Quello di Parma, però, in Via Abbeveratoia, risulta corrispondere all’ingresso del Pronto Soccorso e questo non aiuta il giusto smistamento degli accessi.

 

† Dialogo tra Maria Maddalena e Andrea Marsiletti sul lungolago di Tiberiade

 

Manca un’informazione capillare e comprensibile per l’utenza, che spieghi chiaramente la funzione del CAU e come accedervi, con indicazioni chiare anche in merito al pagamento del ticket. A Parma, nonostante i cartelli che recitano “cure immediate e gratuite H24 sette giorni su sette” è previsto il pagamento di un ticket. E succede che gli infermieri del triage debbano valutare ogni singola persona che si presenta allo sportello, per poi smistarla verso il CAU o verso il Pronto Soccorso. Agli infermieri del triage viene inoltre ” suggerito” di assegnare gli utenti che si presentano con caratteristiche da CAU anche all’ambulatorio camminanti del Pronto Soccorso. Anche le dimissioni dal CAU sono a carico del personale dell’ufficio accettazione del Pronto Soccorso e aumentano ulteriormente il carico di lavoro agli infermieri del triage, già pesantemente provati da un elevato numero di accessi impropri. I CAU, dovevano essere rapportati al numero di abitanti, quindi ad esempio per Parma città dovrebbero essere almeno 3, di cui 2 aperti H 24. In sintesi è una riorganizzazione che rende necessario incrementare, in tutte le strutture, il personale formato sia infermieristico che medico anche per evitare il successivo inoltro dell’utenza ai Pronto Soccorso duplicando così gli accessi.

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