Meno “rivoluzione gentile cecoslovacca” e più Parma. Le comunali si avvicinano, il Pd si svegli prima che sia troppo tardi

Ieri su Facebook il Pd di Parma ha commemorato il 17 novembre 1989. (leggi)

Non è il giorno della nascita di Martin Luther King, di John Kennedy, di Papa Francesco… non è neppure quello della Caduta della Muro di Berlino.

E’ un vezzo, una data di nicchia, quella “dell’inizio delle manifestazioni degli studenti cecoslovacchi contro il regime comunista”, precisano i democratici parmigiani.

Wowow!

Perdinci!

Una ricorrenza che in effetti ciascuno di noi si annota a inizio anno sul calendario dello smartphone, insieme a quelle degli anniversari di fidanzamento o di nozze, o della Festa di San Valentino.

Tanta solerzia commemorativa appare ingiustificata anche nel merito, perchè il socialismo cecoslovacco fu molto ovattato rispetto a quelli più truci di Stalin in Urss, di Enver Hoxha in Albania, di Nicolae Ceausescu in Romania, della Stasi nella DDR. Sebbene, se si interroga qualche badante moldava, operaio rumeno o muratore albanese su quello che è stato l’ex blocco orientale, tanti di essi rivelano la parte oscura della luna, e si viene a sapere che il 69% dei tedeschi dell’est rimpiange la DDR (leggi), il 50% degli albanesi valuta positivamente il regime di Hoxha (leggi), 2 romeni su 3 rivorrebbero Ceausescu (leggi), il 70% dei russi considera il ruolo di Stalin positivo nella storia della Russia (leggi)… perchè, questa è la risposta ricorrente, “sotto il regime non si votava e non si era liberi, ma tutti avevano un lavoro sicuro, istruzione, sanità e la vita era più tranquilla”.

Non mi pronuncio sull’affidabilità dei sondaggi.

Ma di cos’altro scrive il Pd di Parma sulla sua pagina Facebook, a un anno e mezzo (in tempi di covid equivalente a 8 mesi “normali”, forse anche meno) dalle importantissime elezioni cittadine?

Andiamo a vedere (guarda).

Parla di tesseramento, rilancia un tweet di Ursla von der Leyen sui prestiti Sure, condivide gli auguri di pronta guarigione del Pd nazionale a Bonaccini, promuove una diretta facebook sul recovery fund, rilancia post invitando a lavarsi le mani e a mettere la mascherina, si congratula con Biden facendo un copia e incolla delle parole di Zingaretti e con Albertina Soliani per la sua elezione a vicepresidente nazionale dell’Anpi, critica Toti per il suo tweet sugli anziani, chiede senso di responsabilità e unità nazionale per uscire dalla pandemia, fa lo spiegone del dpcm del 18 ottobre 2020 copiato dal sindaco Massari, fa gli auguri al Pd per il suo 14esimo compleanno, esprime soddisfazione per il superamento dei decreti Salvini, invita a scaricare l’app Immuni, commemora i 7 martiri di Piazza Garibaldi uccisi il 1 settembre 1944, fa lo screenshot di un articolo della Gazzetta sulla venuta di Bonaccini a Parma, propone un dialogo con Elisabetta Gualmini, critica l’on Cavandoli per un suo post sulla formula 1, ricorda Matteotti, Berlinguer, Falcone…. e così via.

Parma è assente dai radar del Pd di Parma.

Sulla nostra città due post: le foto della festa dell’Unità a Baganzola (che tra l’altro ha visto protagoniste le dichiarazioni dell’assessore Alinovi – leggi) e le congratulazioni per la nuova destinazione del Ponte a Nord (obiettivo raggiunto grazie all’azione del Comune di Parma, del senatore Maurizio Campari della Lega e dell’Autorità Distrettuale del fiume Po).

Neppure un’idea propria su Parma, un ragionamento, uno sforzo di concentrazione. Neppure sulla pandemia. Un approccio antitetico a quello di Bonaccini, così sempre sul pezzo.

Neppure la condivisione di un’iniziativa del gruppo consiliare o della Provincia di Diego Rossi che ogni giorno producono chi proposte e critiche, chi realizzazioni.

Credo che non sia parlando ai parmigiani della “Rivoluzione gentile” cecoslovacca che ci si prepari al meglio alle prossime sfide elettorali. Se ti presenti al tavolo delle amministrative con Effetto Parma dopo aver divagato per cinque anni su tutta questa roba, è ovvio che il tuo contributo programmatico non potrà che essere nullo, e che gli assessori Alinovi, Guerra e Casa, che governano la città da dieci anni, ti sbraneranno. La conseguenza sarebbe affidarsi alle sole competenze del gruppo consiliare, ma ciò drogherebbe fin dall’inizio il confronto con Effetto Parma, andando a riprodurre le posizioni del consiglio comunale all’interno della trattativa.

Un partito assente dal merito dei problemi e dal dibattito politico cittadino non potrà far altro che consegnarsi alla continuità dell’alleato pizzarottiano, tra l’altro in difficoltà e che necessiterebbe di tutt’altro stimolo e supporto.

Comunque sempre meglio parlare di Biden e del “coraggio dei sogni” praghese che spararla grossa come fece nel 2017 quando, durante il ballottaggio, Scarpa annunciò che avrebbe debellato lo spaccio cittadino in 2 anni.

Al San Leonardo stanno ancora ridendo.

Andrea Marsiletti

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