“Nel caso della SPX la crisi non c’entra”

Lombatti

25/09/2009
h.15.30

I dati presentati nei giorni scorsi dall’Osservatorio Provinciale sul mercato del Lavoro sono preoccupanti: 9000 posti di lavoro, 9000 persone non sono fredde e nude statistiche, tra i quali molti giovani, sono o rischiano di trovarsi per strada senza una occupazione.
La situazione sembra non presagire nulla di buono per il futuro. La crisi che sta colpendo le aziende parmensi rischia di mettere in grave difficoltà migliaia di famiglie che si trovano ad affrontare le spese necessarie per vivere dignitosamente. Per chi ha un mutuo o un affitto da sostenere, i figli da mandare a scuola, le bollette per i consumi di luce, acqua, gas e rifiuti da pagare, se viene meno uno stipendio non riesce ad arrivare nemmeno alla seconda settimana.
Le istituzioni locali unitamente alle forze economiche e sociali e del credito locale, devono prendere di petto la crisi affrontando l’emergenza in cui siamo, che nei prossimi mesi potrebbe aggravarsi, senza abbassare la guardia e mettendo in campo ogni azione concreta e utile per garantire i posti di lavoro e il sostegno, qualora fosse necessario, alle famiglie per fare fronte alle pevedibili difficoltà economiche.
Dentro questa quadro preoccupante, ancor più grave e incomprensibile è il comportamento della SPX , la multinazionale con sede negli Stati Uniti, che di punto in bianco decide di lasciare a casa quasi 50 persone , un terzo degli occupati, della filiale di Sala Baganza . Un’azienda sana con un ottimo fatturato e un buon utile.
Si tratta di una scelta sciagurata da parte dei vertici della multinazionale. Non si tratta di un’azienda in crisi ma, evidentemente, la direzione ha pensato bene di mischiarsi nella crisi per iniziare la smobilitazione dal parmense per portare la produzione in Germania entro la fine del 2009. Oggi sappiamo che 50 persone rischiano di essere lasciate a casa ma domani anche gli altri 100 dipendenti si potrebbero trovare nelle stesse condizioni. Si tratta per lo più di giovani qualificati, progettisti, impiegati, figure specializzate che fanno del loro lavoro e della loro professionalità la fortuna del gruppo perchè le apparecchiature che vengono prodotte a Sala Baganza vengono rivendute, con elevati margini di guadagno, negli altri mercati.
Non possiamo perdere un patrimonio di esperienze professionali così qualificate ed è auspicabile che le trattative in corso tra i lavoratori, le Organizzazioni Sindacali e la Direzione dell’ azienda, in corso presso la sede dell’Unione Industriali, diano esiti positivi nel senso che la SPX di Sala Baganza non chiuda e mantenga tuti i suoi occupati.
Ho avuto modo di partecipare ad una assemblea tenutasi davanti ai cancelli ed ho apprezzato la misura e i toni delle parole, il senso di responsabilità, la serietà e la solidarietà che unisce i lavoratori, impegnati in questa lotta per non far chiudere l’azienda, conservare il posto di lavoro, dare valore alla propria professionalità, avere uno stipendio, condurre una vita serena e tranquilla.
Gli attestati di solidarietà ai lavoratori in queste giornate non si sono risparmiati: rappresentanti istituzionali, politici, semplici cittadini hanno fatto sentire la loro voce.
E’ importante ma non sufficiente. Bisogna fare cambiare idea ai capi della multinazionale americana perchè alla SPX c’è una parte importante del futuro del nostro territorio fatta di tanti giovani qualificati. Ora è il momento di essere con loro. Ora anche il Governo deve fare la sua parte. Ora è il momento di resistere.

Massimo Pinardi
Consigliere Provinciale