Nuovi arresti a Parma per reati fiscali, CGIL: “C’è di più”

“La notizia di ieri dell’arresto su richiesta della procura della Repubblica di Parma per diversi reati fiscali di sette tra imprenditori del settore metalmeccanico e professionisti non ci coglie di sorpresa”, è il commento a caldo Matteo Rampini, segretario confederale CGIL Parma, e Aldo Barbera, segretario generale della FIOM CGIL provinciale.

“Già da tempo avevamo denunciato come anche nella nostra provincia e in settori considerati fiore all’occhiello della produzione come quello dell’impiantistica industriale fosse diffuso ormai un sistema grazie al quale diverse società riuscivano ad accaparrarsi commesse e contratti con aziende importanti offrendo prezzi insostenibili per qualsiasi concorrente sul mercato”.

I reati ascritti, tra cui associazione per delinquere finalizzata all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti e indebita compensazione di debiti con crediti inesistenti, la creazione di società “cartiere”, alcune di diritto estero, se confermati, sono la dimostrazione che quei prezzi riuscivano a garantirli a fronte di un danno enorme per l’erario, ovvero per tutti noi e creando un macroscopico dumping con le aziende concorrenti regolari ed i rispettivi lavoratori.

Uno dei protagonisti del provvedimento, Franco Gigliotti, è già destinatario di sentenza di condanna di primo grado emessa dal Tribunale di Catanzaro per il reato di associazione mafiosa in quanto organico alla cosca di ‘ndrangheta Farao-Marincola (cosiddetta operazione Stige nel cui processo la CGIL è parte civile).

La CGIL, attraverso due esposti alla DDA di Bologna, ha descritto operazioni di riassetto societario, trasferimenti d’impresa, creazione di società strumentali nell’ambito del gruppo imprenditoriale in questione di natura sospetta e di dubbia legittimità. La FIOM CGIL di Parma è stata molto attiva nell’azione di controllo e denuncia, per la evidente lesione dei diritti dei lavoratori e delle regole del mercato del lavoro che via via nel tempo si manifestavano.

“Come Organizzazioni Sindacali – concludono Rampini e Barbera – non possiamo che complimentarci quindi con l’Autorità Giudiziaria e le Fiamme Gialle che con la loro azione investigativa stanno efficacemente contrastando a vari livelli questa illegalità ed auspicare che i diversi filoni d’indagine che hanno interessato le attività industriali di Franco Gigliotti possano essere ricomposte. Da parte nostra continueremo a denunciare, a contribuire a far emergere queste realtà e ad esercitare la nostra azione di contrasto ad ogni forma di illegalità”.