Occupazione nel parmense: un -4,6% secondo le previsioni per il trimestre maggio-luglio

Lombatti

Occupazione: -4,6% le previsioni di ingressi a maggio e nel trimestre maggio-luglio nelle imprese di Parma rispetto al 2021. Il 65% è richiesto dal settore dei servizi, in particolare alle imprese, e per il 50% dalle imprese con meno di 50 dipendenti

Progetto Excelsior è il sistema informativo per l’occupazione e la formazione che ricostruisce il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese (indagine prevista dal programma statistico nazionale). E’ un progetto che Unioncamere e le Camere di commercio, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e con l’Unione Europea, realizzano a partire dal 1997.

Secondo i dati analizzati dall’ufficio Informazione economica della Camera di commercio di Parma, il 9% del dato regionale degli ingressi previsti riguarda l’area parmense, per il 22% in forma stabile (ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato), mentre nel 78% a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita).

36.900 sono le previsioni di entrata in regione Emilia-Romagna (+1,4%) e 444.000 quelle in Italia (+13,8%), entrambe in trend crescente rispetto al medesimo periodo del 2021.

Parma registra un valore complessivo negativo tra gli ingressi previsti (con -160 unità rispetto a maggio 2021registrando un –4,6%), dove il valore negativo è in particolare nel settore industria, ma positivo nei servizi.

Saranno infatti prevedibilmente richieste 1.160 unità dall’industria (-370 rispetto al 2021, di cui:  1.000 nel manifatturiero e public utilities e 160 delle costruzioni) e  2.160 unità dal settore Terziario (+210 rispetto al 2021, di cui: 970 dai servizi alle imprese, 490 da alloggio-ristorazione e servizi turistici, 360 di  servizi alle persone, 330 dal commercio).

A livello percentuale: il 41,9%, pari a 1.390 unità, è richiesto nella produzione di beni ed erogazione di servizi; il 17,7%, pari a 590 unità, in area commerciali e vendite; il 17%, pari a 560 unità, in logistica; il 12,4%, pari a 410 unità, in aree tecniche e della progettazione; il 5,4%, pari a 180 unità, in area amministrativa; il 5,5% circa, pari a 180 unità, in aree direzione e servizi generali.

Nel trimestre maggio-luglio la previsione di ingresso ipotizzata nel parmense è di 11.520 unità, con variazione complessiva degli ingressi in azienda di -560 rispetto al medesimo trimestre 2021, cioè con una diminuzione di -4,6%. Sempre nel trimestre di riferimento 4.270 sono i lavoratori previsti in ingresso nell’industria (-920 unità rispetto al 2021) e 7.250 nei servizi (+360 unità rispetto al 2021).

Analizzando più nello specifico i dati, a Parma le entrate si concentreranno per il 65% nel settore dei servizi e per il 50% nelle imprese con meno di 50 dipendenti.

Il 20% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (18%); per il 32% operai specializzati e conduttori impianti; per il 24% a professioni commerciali e dei servizi; per il 15%, profili generici 18%; 9% impiegati.

In 39 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati. Le imprese che prevedono assunzioni saranno pari al 12% del totale e per una quota pari al 35% interesseranno giovani con meno di 30 anni. Per una quota pari al 64% delle entrate previste viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore e le tre figure professionali più richieste concentreranno il 27% delle entrate complessive previste.

Il diploma di scuola media superiore è sempre il titolo più ricercato (31%) al momento dell’assunzione, per il 18% è richiesta la qualifica o il diploma professionale, per il 16% la laurea.

Relativamente ai titoli di studio richiesti dalle imprese, secondo la difficoltà di reperimento e l’esperienza richiesta, nel mese di maggio il 38,8% delle entrate previste è di difficile reperimento: il 23,7% per mancanza di candidati e per l’11,9% per preparazione inadeguata dei candidati.

A livello universitario in particolare è di difficile reperimento l’84,4%  ad indirizzo insegnamento e formazione, il 68,5 ad indirizzo ingegneria elettronica ed informazione, il 64,9% ad indirizzo scienze matematiche, fisiche e informatiche. Tra i diplomati si ricerca per il 77,8% chi ha seguito percorsi di studi ad indirizzo produzione e manutenzione industriale e artigianale, per il 65,2% ad indirizzo costruzioni, ambiente e territorio, per il 53,6% ad indirizzo informatica e telecomunicazioni. Tra coloro che hanno conseguito la qualifica di formazione o diploma professionale, i più ricercati sono quelli che hanno fatto percorsi ad indirizzo impianti termoidraulici per il 76,2%, indirizzo meccanico per il 74,4%, ad indirizzo benessere per il 67,9%. Seguono ristorazione, elettrico. Infine risulta di difficile reperimento il 62,5% da Istruzione tecnica superiore (ITS).

Per il 23% le aziende chiedono esperienza nella professione e per il 40,9% esperienza nel settore.