Paragone presenta i candidati di Italexit: “Lega e Meloni, melassa del governo Draghi”

Lombatti

Gianluigi Paragone, il leader fondatore del partito Italexit che i sondaggi danno in continua crescita, ha presentato a Bologna ai giornalisti dell’Emilia Romagna i candidati alla Camera e al Senato illustrando le ragioni per le quali in un panorama politico che considera “inaffidabile e ipocrita per le tante bugie dette, dando fiducia a Italexit è possibile cambiare per la prima volta il futuro del nostro Paese che sta andando alla deriva per colpa di chi ci ha governato fino ad oggi”.

Con lui anche Stefano Puzzer, il portuale simbolo delle proteste No Green Pass, capolista al proporzionale per il Senato collegio 2, Mia Gandini, coordinatrice del partito in Emilia-Romagna, capolista alla Camera e l’Avv. Erica Romani, capolista al Senato e nel collegio uninominale 1.

“Salvini e Meloni fanno parte della stessa melassa del governo Draghi”, ha detto Paragone. “Sia il centrodestra che il centrosinistra vogliono proseguire con l’agenda Draghi, Giorgia Meloni compresa, mentre Giuseppe Conte cerca di smacchiare quello che ha fatto nei suoi governi”.

“Io non dimentico”, lo slogan di risposta all’“Io credo” di Salvini svetta su tutti i manifesti di Italexit: ”Il leader della Lega non faccia la verginella perchè non attacca”, ha evidenziato paragone, “i ministri Lamorgese e Speranza c’erano in entrambi i governi di cui ha fatto parte”.

I temi trattati durante la conferenza stampa sono stati tanti. “Ci sarebbero 160 pagine di programma -rimarca il fondatore di Italexit-, a partire dall’uscita dalla Ue, dal disimpegno dalla guerra in Ucraina, visto che gli italiani stanno pagando il prezzo di una guerra che non è la nostra, e lotta al caro-bollette”.

La presentazione dei candidati è stata aperta dalla reggiana Avv. Erica Romani, candidata nel collegio 1 uninominale e capolista plurinominale al Senato (collegio che comprende Reggio Emilia, Parma e Piacenza): “Ogni candidato che vedete qui ha un proprio lavoro, una propria professione, non si espone per cercare un posto al sole o una poltrona, si espone rischiando di perdere un lavoro perché occorre portare nel parlamento la voce delle persone vere, quelle che conoscono il significato di LAVORARE, quelle per le quali l’aumento del prezzo del pane, del latte e della benzina significa faticare ad arrivare a fine mese”.



“Dal Parlamento fino ad oggi nessun provvedimento per il rincaro dei prezzi su cibi, bollette, vita quotidiana…..il rincaro è iniziato lo scorso anno, PRIMA DELLA GUERRA IN UCRAINA eppure nessun provvedimento è stato fatto. Nessun provvedimento per i cittadini in difficoltà, nessun provvedimento per le nostre aziende, artigiani, e piccole imprese che rischiano di chiudere. Sono stati velocissimi a chiuderci in casa, agli arresti domiciliari durante la pandemia, con un DPCM dalla sera alla mattina, mentre sono latitanti nell’emanazione di provvedimenti che salverebbero i cittadini e il Paese. Un Paese che rischia seriamente la morte del sistema economico: imprenditori, artigiani saranno cannibalizzati tra banche ed Agenzia delle Riscossioni mentre cercano ancora di mettersi in pari con le tasse dell’anno pandemico 2020”.

“E’ giunto il momento di cambiare le sorti del nostro Paese, salvandolo, perchè non c’è più tempo: è necessario svestirsi dei privilegi e dei preconcetti, riappropriarci del nostro STATO, ascoltare le esigenze dei nostri territori, dare loro voce attraverso la politica, portare la vita vera dentro i palazzi del potere, solo allora ci rialzeremo”.