A Parma c’è ancora il rispetto dell’eleganza per la Prima al Regio

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A Parma vige ancora il rispetto dell’Eleganza e del rigore per la Prima al Teatro Regio.

Ci sono eventi, luoghi e momenti in cui ancora occorre rispettare l’etichetta e il buon gusto oltre a quelle regole di eleganza che non dovrebbero mai estinguersi. Parma è sempre stata una città dove si è respirata aria di buon gusto, di un’ estetica ben riconoscibile nel vestire, appartenuta a tutta la città che si notava a colpo d’occhio imparta, mantenuta e consolidata negli anni.

La prima a insegnare portamento senza dubbio è stata Maria Luigia. Lo stile elegante e sofisticato di signore per bene alle prime ore della mattina o di quello elegante a puntino di uomini in giacca e cravatta. La vasca del sabato pomeriggio per le vie del centro, gli aperitivi in Piazza Garibaldi al Caffè Orientale e al Bistrot si contraddistinguevano per un certo rigore e gusto nel vestire e nel garbo ben riconoscibile. Oggi la città è un po’ più spenta, per alcuni decaduta, per altri ancora ricca di fascino e per altri la stessa città di sempre.

Chissà se davvero è tutto questo: quello che certamente si nota è che molti negozi, quelli più storici della nostra città, in questi ultimi anni hanno chiuso i battenti per dare spazio a grandi catene che parlano lo stesso linguaggio del consumismo, privo di uno stile e soprattutto conforme a tutti gli altri.

Oltre alla chiusura di alcuni negozi storici come L’Emporio di Parma, Ricchetti e la Camicetta si nota anche il fatto che forse ci sono sempre meno persone che vogliono parlare di stile e vestirsi con gusto. Ma se si vuole rivivere quella magia della città festosa, raffinata e ricca di classe basta entrare nel foyer del Teatro Regio per la Prima e notare come i melomani e non solo hanno un grande rispetto per quel luogo magico ricco di cultura dove la musica classica e l’opera hanno ancora una grande e significativa importanza per tutti i cittadini. Venerdì 27 Aprile alla Prima della Tosca opera del maestro Giacomo Puccini si è respirato fascino e gusto dove tutte le signore avevano l’abito lungo, i guanti, le spalle coperte da scialli lussuosi e raffinati.

Il viola è bandito dall’etichetta, infatti nessuna lo indossa, neanche negli accessori: le borse sono piccole, quasi una chicca da essere guardata, i capelli sono tutti raccolti e fermati da lacca e spille preziose, qualche cappello o cerchietto da sera si nota sulle signore più anziane che hanno ancora un grande rispetto del luogo. Gli uomini hanno tutti completi raffinati, appuntiti e classici, camicie bianche perfettamente inamidate, giacche rigorosamente abbottonate al primo bottone, scarpe di vernice lucidissima e qualcuno osa con smoking e frac.

Se la Tosca è stata un po’ sottotono, le scenografie sono piaciute poco, le voci non erano perfette e così squillanti, lo stile degli amanti dell’opera non è stato fuori luogo e inopportuno perché c’è ancora rispetto per il Teatro, l’opera e per Verdi e Maria Luigia che anche se non sono protagonisti riecheggiano sempre intorno a noi. Per questo se oggi nella città c’è meno gusto e più decadenza per alcuni a teatro c’è ancora classe e fascino, che forse deve tornare a riecheggiare anche per le vie della città… come i canti della Traviata del Maestro Verdi.

Michele Vignali

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