Parma in Azione: “La gestione del Comune non è all’altezza: chiediamo un referendum consultivo sul nuovo stadio di Parma”

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Negli ultimi mesi si è parlato molto della ristrutturazione dello Stadio Tardini. Purtroppo, la gestione da parte dell’amministrazione comunale non è stata finora all’altezza dell’importanza del progetto, connotata da scarsa chiarezza e dall’assenza di qualsiasi vera partecipazione da parte della cittadinanza.

Dopo aver presentato il progetto – che prevedeva l’ampliamento della struttura, l’inserimento di aree commerciali e di un parcheggio interrato e l’eliminazione dell’Istituto Comprensivo Giacomo Puccini – senza aver mostrato, come da più parti richiesto, la documentazione e gli elaborati (non si sa per quale motivo…), la Giunta si ritrova a dover fronteggiare una protesta che monta e che culmina con la nascita di un comitato di cittadini contrari all’operazione o, quanto meno, a quello che dovrebbe essere l’operazione, visto che non è dato averne certezza.

Il Comune ora assicura che entro marzo il progetto sarà riproposto, migliorato.

Restiamo in fiduciosa attesa. Le conclusioni che possono trarsi da questa vicenda sono molteplici.Innanzitutto, il Comune dovrebbe comprendere che decisioni così importanti per la città intera, per la sua immagine, per la sua vivibilità non possono essere prese in assenza di un’autentica partecipazione della cittadinanza; i parmigiani devono essere coinvolti, informati e ascoltati: poi la decisione resta del Comune ma anche sulla base delle indicazioni – consapevoli – della città.

Allo stato non è possibile dire se la riqualificazione del Tardini sia giusta o meno. Per poterlo decidere occorre valutare ogni aspetto: sicuramente ci sono dei vantaggi nel lasciare lo stadio lì dov’è, anche potenziandolo con strutture commerciali di piccole dimensioni che gli consentirebbe di essere vissuto tutta la settimana e non solo due domeniche al mese.

Ci sono sicuramente dei vantaggi anche nel trasferirlo rispetto all’attuale sede: sotto il profilo dei trasporti, della congestione del traffico, della sicurezza. Si sono mai prese in considerazioni zone della città che potrebbero essere rigenerate? Pensiamo, per esempio alla zona Area CAL (centro agrologistico) in strada dei Mercati o, ancora aree in prossimità dell’area universitaria, sempre nella stessa zona: si tratta di superfici più ampie di quella occupata oggi dal Tardini, a ridosso della città ma non in centro, facilmente raggiungibili sia dall’autostrada, sia dall’aeroporto sia dalla stazione ferroviaria. E ce ne sono altre ancora che potrebbero essere individuate.

Quello che serve è una visione di lungo periodo nell’affrontare problematiche di questa portata per le quali è opportuno attivare il coinvolgimento informato dei cittadini e vocazione esclusiva all’interesse della città.

Ora occorre che il Comune, appena possibile, pubblichi il progetto con tutte le informazioni necessarie.

Noi ci faremo parte diligente nell’ascoltare i cittadini e i portatori di interesse locali. Riteniamo altresì che un argomento di questa portata meriti il più ampio coinvolgimento della città che lo si può avere promuovendo un Referendum Consultivo come previsto dallo Statuto del Comune di Parma.

Coordinamento Parma in Azione

Matteo Ferroni

Serena Brandini

Massimo Pinardi