“Parola di Donna”, quando l’integrazione è anche in cucina: progetto del Centro per le Famiglie di Pedemontana sociale

La cucina unisce, amalgama, sperimenta e coinvolge. La cucina è amore, integrazione tra cibi e sapori diversi, ma può esserlo anche tra culture differenti. E così è stato per le 12 partecipanti al secondo percorso 2023 del progetto “Parola di Donna”, dedicato alle donne straniere che vivono nei comuni del Distretto Sud Est, pensato e realizzato dal Centro per le Famiglie, gestito da Azienda Pedemontana sociale, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Un percorso terminato con una festa nella mattinata di mercoledì 22 novembre al Linsolito Bar di Collecchio, il luogo di inclusione che è stato teatro del laboratorio culinario, dove Ucraina e Russia hanno già fatto pace, Khadija, che viene dal Marocco, ha imparato a fare il tiramisù e a conoscere la cucina piccante di Janitha dello Sri Lanka. Ognuna ha appreso qualcosa dall’altra, stretto relazioni, imparato a cucinare cibi diversi e a fare un buon caffè, acquisendo competenze spendibili anche dal punto di vista lavorativo. Le “cuoche” che si sono scambiate ricette, imparando anche a cucinare i piatti tipici del parmense, hanno “messo a tavola” la propria cultura, creando un melting pot che oltre alle nazionalità già citate comprende anche quelle di Nigeria, Camerun, Albania, Costa d’Avorio e Macedonia.  

 

† Terra Santa 13 – Come Giuda nell’orto degli ulivi. E Dio mi ammonisce… (di Andrea Marsiletti)

 

Alla festa, che non poteva non terminare con uno sfizioso buffet preparato dalle partecipanti, erano presenti gli assessori alle Politiche sociali dei Comuni della Pedemontana Costanza Guerci (Collecchio), Debora Conciatori (Felino), Francesca Tonelli (Montechiarugolo) e Giuliana Saccani (Sala Baganza), che hanno ringraziato coloro che hanno reso possibile il progetto. Presenti anche il responsabile dell’Area Minori e Famiglie di Pedemontana sociale, Federico Manfredi, le assistenti sociali, la responsabile del Centro per le Famiglie Sabrina Fornari, le operatrici del CPF e delle cooperative Connessioni, Auroradomus, Lasse ed Emc2 che collaborano alla realizzazione del progetto “Parola di donna”.  E in prossimità del 25 novembre, non poteva mancare un appello contro la violenza di genere, con l’esposizione del colorato arazzo colorato realizzato durante il primo percorso di quest’anno e tante scarpe rosse.

«Questo è un progetto importante, non soltanto perché rivolto ad altre donne – ha sottolineato Saccani –, ma perché appresenta un’occasione di riscatto ed è un esempio per tutti». «Spero che “Parola di Donna” possa allargarsi sempre di più sul territorio, perché fare rete è fondamentale – ha auspicato Tonelli –. Questi percorsi di integrazione permettono inoltre di far conoscere i servizi sul territorio, un aspetto essenziale». Guerci, nel fare gli “onori di casa”, ha posto l’accento sul fatto che le iniziative come “Parola di Donna” «favoriscono l’emancipazione femminile, contribuendo a sconfiggere un sistema sociale in cui le donne fanno fatica ad emergere. Penso sia questo il loro valore aggiunto». Conciatori ha concluso sottolineando l’importanza da parte degli amministratori di «ascoltare direttamente le testimonianze di chi partecipa a questi progetti per capire cosa aggiungere ai servizi offerti e cosa può essere migliorato».

Alla fine della festa, alle partecipanti è stato regalato un gadget “a tema”. Frusta, marisa e un ricettario nato proprio dal laboratorio. Per continuare a cucinare amalgamando ingredienti diversi. Perché la diversità può essere ricchezza.

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