Patto per il Nord Emilia: “L’Emilia lavora, paga e rischia. Ma i problemi restano tutti qui”

by Andrea Marsiletti

L’Emilia è una terra che non ha mai chiesto sconti. Lavora, produce, paga le tasse e affronta le difficoltà senza alibi. Eppure, a fine 2025, cresce tra cittadini e imprese una sensazione sempre più diffusa: si dà molto, ma si riceve sempre meno.

Agricoltura ed edilizia, pilastri dell’economia regionale, sono in forte sofferenza. Gli agricoltori affrontano danni climatici, costi in aumento e prezzi che spesso non coprono nemmeno le spese di produzione, mentre la burocrazia continua a moltiplicare vincoli e adempimenti. Nel settore edilizio, famiglie e imprese si trovano con cantieri bloccati e investimenti congelati a causa di regole che cambiano continuamente, scoraggiando chi vorrebbe mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare e il territorio.

I rischi climatici e ambientali non sono più emergenze episodiche, ma una condizione strutturale: fiumi che fanno paura a ogni pioggia, strade provinciali che cedono, aziende che rischiano la chiusura dopo ogni alluvione. Gli emiliani non chiedono interventi straordinari, ma prevenzione reale, manutenzione costante e cura del territorio prima dei disastri.
Anche la sanità regionale mostra segni evidenti di crisi: liste d’attesa sempre più lunghe, pronto soccorso sovraffollati, personale sanitario sotto pressione. Sempre più cittadini, pur avendo sempre contribuito al sistema, sono costretti a rivolgersi al privato.

In difficoltà anche lo sport di base, con società storiche che chiudono, impianti obsoleti e famiglie che faticano a sostenere i costi per permettere ai figli di fare attività sportiva. Le aree montane continuano a perdere servizi essenziali, nonostante rappresentino una risorsa strategica per la sicurezza idrogeologica e la tenuta del territorio.
Il settore agroalimentare, simbolo dell’Emilia nel mondo, è messo sotto pressione da concorrenza sleale, importazioni a basso costo e scarsa tutela del valore del lavoro di chi produce qualità.

Per Patto per il Nord Emilia il problema è politico e strutturale: chi lavora e produce deve poter decidere come investire le risorse che genera. Federalismo e autonomia sono strumenti concreti per trattenere più risorse sul territorio, rafforzare sanità e prevenzione, sostenere imprese e agricoltura, garantire servizi efficienti anche nelle aree più fragili.

“L’Emilia non chiede privilegi, ma rispetto. Qui si lavora, si produce e si pagano le tasse, ma troppo spesso i problemi restano sul territorio mentre le risorse prendono altre strade. Il federalismo e l’autonomia non sono bandiere ideologiche: sono l’unico modo serio per garantire servizi, sicurezza e futuro a chi tiene in piedi questo Paese”, dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale Patto per il Nord Emilia.

Patto per il Nord Emilia chiude così il 2025, ribadendo l’impegno a portare nel 2026 una battaglia politica fondata su responsabilità, territorio e buon governo.

Patto per il Nord Emilia

[Nella foto al centro il vice segretario federale Angelo Alessandri, a sinistra il segretario regionale Emilia Ghelfi Riad a destra il responsabile organizzativo Emilia Ori Daniele]