Pd Parma: “Si riapra la discussione in città sul nuovo stadio Tardini”

Lombatti
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Nei mesi scorsi abbiamo incontrato ed ascoltato numerosi cittadini interessati alla questione
“stadio” e analizzato interventi pubblici che hanno animato il dibattito su questo tema. Abbiamo
inoltre letto con attenzione il copioso dibattito sviluppatosi sulla stampa in merito sul progetto
preliminare di rifacimento dello Stadio Tardini presentato dalla società Parma Calcio 2013.

Abbiamo ben presente l’importanza del Parma per la città, l’affetto e la passione che giustamente
circondano la squadra e ciò che il calcio rappresenta nel mondo di oggi; tuttavia pensiamo che, in
chiave di interesse pubblico, l’intervento debba essere indirizzato in maniera più marcata dalla
pubblica amministrazione.

Il dibattito si è sviluppato intorno alla proposta presentata dal Parma Calcio 1913 e al relativo
progetto preliminare. Un progetto di ammodernamento radicale dello stadio, nel medesimo sito su
cui insiste la struttura attuale. Per questo motivo è utile ricordare che, in questa sede, non è
all’ordine del giorno l’ipotesi di delocalizzare lo stadio verso le periferia cittadina.

In tutte le città italiane in cui si è realizzato un intervento sugli stadi di calcio in questi anni si
sono percorse due possibili strade: in alcuni casi sono intervenuti economicamente gli enti
locali (a Bologna il Comune dovrebbe investire 40 milioni di euro, a Cagliari la Regione 35) e
non vi è la presenza di spazi commerciali; in altri casi, invece, sono nati ampi centri
commerciali limitrofi o all’interno degli stadi, con metrature che vanno da 20 ai 30 mila metri
quadri (vedi i casi di Torino, di Reggio Emilia e, in maniera ancora più significativa, di
Milano).

Di tutto questa città ha bisogno tranne che di nuovi centri commerciali; al contempo nutriamo
seri dubbi sul fatto che oggi si possano investire decine di milioni di euro in uno stadio, spostando
dunque queste importanti risorse da altri ambiti di intervento, a maggior ragione a fronte dei
crescenti livelli di povertà della popolazione.

Nel merito, un intervento di ristrutturazione dello Stadio è certamente positivo. Riteniamo,
però, che ciò debba avvenire nella maniera meno impattante possibile per il Quartiere e la città.
Soprattutto riteniamo che il progetto definitivo debba rispettare le osservazioni che la Conferenza
dei Servizi ha formulato in fase di valutazione del progetto preliminare.

Molti infatti sono stati gli interventi che abbiamo letto recentemente sulla stampa e che ci sono
sembrati condivisibili; anche la proposta avanzata dalla mostra “Parma Città d’Oro” sull’area
Tardini ci è sembrata interessante e possibile fonte di ispirazione.

Sotto il profilo tecnico, si sarebbe potuto prendere in seria considerazione, invece che una totale
demolizione e ricostruzione, la strada, più “leggera”, e meno costosa, di una riqualificazione
dell’esistente, sulla base di una preliminare valutazione, anche pubblica, del rapporto costibenefici.

Se è vero che questa scelta potrebbe comportare una parziale rinuncia agli introiti aggiuntivi previsti
con alcune delle funzioni accessorie di cui al progetto preliminare, è altrettanto vero che ridurrebbe
in modo sensibile il costo dell’intervento, il che renderebbe a sua volta meno necessarie quelle
funzioni aggiuntive e l’allungamento dei tempi di concessione.

Andrebbe poi prevista una concessione di durata decisamente inferiore a quella, attualmente
proposta, di 90 anni, semmai rinnovabile se necessario. Anche a tale proposito, da più parti si
chiedono maggiori e più precise garanzie dal punto di vista della sostenibilità e solidità finanziaria,
richiesta che giudichiamo del tutto legittima e doverosa per un intervento di questa importanza e
che quindi condividiamo.

Ci pare utile ricordare una testimonianza dell’arch. Gregotti: “elemento essenziale per il progetto di
uno stadio è stata sempre la relazione con il contesto che è matrice di giustificate soluzioni diverse. E questo rende strutturali immagini e forma specifica del manufatto. Tutto questo è assai più
importante delle questioni (e talvolta esibizioni) tecnologiche o, come sovente avviene nei nostri
anni, del trattamento dell’involucro esterno che, proprio perché indifferente alla logica
dell’organismo e della sua relazione con il contesto, non è in grado di dare a esso una forma
specifica ma solo un’immagine televisiva.”

Ci troviamo ora, dopo il voto in Consiglio Comunale, alla fase del progetto definitivo; riteniamo
necessario che si riapra una discussione nella città.

In linea generale e senza addentrarci qui nella materia, auspichiamo che vengano cercate soluzioni
più avanzate dal punto di vista ambientale e dei materiali, migliori anche dal punto vista estetico, in
grado di evitare danni alle attività economiche già esistenti e aumenti di traffico, più rispettose delle
esigenze dei residenti.

Il Partito Democratico di Parma, come già fatto in passato sulla questione, intende partecipare
attivamente al dibattito che ci attende sul progetto definitivo con spirito costruttivo ma attento alle
istanze della città e volto alla massima tutela e valorizzazione dell’interesse pubblico.

Pd Parma 

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