Pizzarotti: “Firmate per il referendum cannabis legale!” VIDEO

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“Togliamo questo mercato alle mafie, e diamo la possibilità di entrare nella legalità e nel controllo della filiera. E’ un tema di legalità, dignità e diritti”.

Con queste parole il Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, sottoscrive online il referendum Cannabis Legale lanciato solo pochi giorni fa dall’Associazione Luca Coscioni e, tra gli altri, Meglio Legale, +Europa, Radicali italiani, ARCI, Sinistra Italiana. E il successo inaspettato lo confermano i numeri impressionanti: centomila firme in 24 ore, diventate 220mila dopo due giorni e 420mila dopo quattro. In soli tre giorni, quindi, sono state raccolte più della metà delle firme necessarie per arrivare all’obiettivo finale: il referendum volto a eliminare il reato di coltivazione, rimuovere le pene detentive per qualsiasi condotta legata alla cannabis e cancellare la sanzione amministrativa del ritiro della patente.

La raccolta firme in corso, che si concluderà il 30 settembre, è la prima interamente digitale in Italia. Per firmare è sufficiente collegarsi al sito referendumcannabis.it e, una volta indicato il proprio indirizzo mail e il comune di residenza, si riceverà nella casella di posta elettronica un link. Si potrà firmare in diversi modi: con Spid, con firma digitale oppure tramite il servizio TrustPro per chi non è ancora in possesso di un’identità digitale.

Da oggi è possibile quindi per chiunque firmare online il Referendum abrogativo per depenalizzare la Cannabis in Italia e aprire finalmente la strada alla legalizzazione come avviene già in molti paesi nel mondo tra cui gli Stati Uniti e il Canada.

“Stupefacente. Questo è l’unico aggettivo possibile per questa valanga di firme digitali che ci sta portando a sfondare il quorum del mezzo milione in meno di una settimana – dichiara Luca Marola, coordinatore cittadino della campagna per la legalizzazione. Questo risultato dimostra come la società sia matura per un serio dibattito sulla legalizzazione della cannabis; i tempi sono maturi ed è ora che la politica, ed il Partito Democratico in particolare, assente sulla campagna per l’eutanasia così come su questa, si svegli”.