Possibile Parma: “Perchè non stiamo al tavolo del centrosinistra”

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Lombatti

Abbiamo tutti visto “Don’t look up”, una metafora grottesca, ma molto realistica, che spiega come sta reagendo l’umanità, o meglio come non sta reagendo, alla crisi climatica. Dovremmo ormai sapere che tutti noi abbiamo il dovere di fare il possibile perché l’emergenza climatica non sia ignorata e perché si pongano in essere azioni positive di contrasto, ad ogni livello, a partire da casa propria.

Non che servisse vedere le peripezie di Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence per arrivare a queste conclusioni, però è inquietante come questa storia si adatti alla nostra politica, anche locale.

Perché, a farci caso, anche a noi, a Parma, stanno chiedendo di non guardare in alto.

Non per ignorare una cometa, per fortuna, ma gli aerei cargo che, in un aeroporto al momento inadeguato e difficilmente adeguabile, porteranno un traffico commerciale insostenibile dal punto di vista ambientale a due chilometri in linea d’aria da Piazza Garibaldi.

Ma pare non si possano alzare gli occhi, perché l’unico aspetto che viene presentato è lo sviluppo (sostenibile, dicono!) e innovativo, e quello del turismo (perché ci saranno, in più, i voli passeggeri) e dei posti di lavoro.

Ed in piena sinergia, si preannuncia e ne consegue, il consumo di suolo per i capannoni della logistica, il settore dove pacificamente i diritti dei lavoratori sono calpestati più che altrove, sia per le condizioni di lavoro che per i salari, con l’utilizzo del subappalto sistematico senza regole.

E poi le autostrade inutili che portano nuove tangenziali (Noceto), i raddoppi della via Emilia, opere che consumano suolo e statisticamente aumentano il traffico con la scusa di ridurlo, senza azioni concrete che vadano in senso diametralmente opposto, a parte qualche albero piantato e lasciato seccare in viale Villetta o ai bordi delle tangenziali.

Può una forza politica di sinistra, realmente ambientalista, accettare passivamente questa situazione?

La nostra risposta è no.

Abbiamo provato a partecipare, a discutere con quelle forze alle quali ci accomuna prima di tutto l’antifascismo e con cui condividiamo tante idee e tanti temi, ma le primarie, unico processo democratico al quale avrebbe avuto senso partecipare, non sono all’orizzonte, e il tempo stringe.

Purtroppo abbiamo toccato con mano che certi argomenti locali sono tabù, e che, stando al “tavolo”, non avremmo ottenuto nulla di più che la registrazione formale del nostro dissenso, su questioni già decise e mai messe veramente in discussione.

Spiace, ma è troppo poco, non è il motivo che ci spinge a fare politica.

Per questo, con il massimo rispetto nei confronti di tutti, in sintonia con chi la pensa come noi, proveremo a collaborare con altre forze ecologiste alla costruzione di un’alternativa, per dare la possibilità alle parmigiane ed ai parmigiani che non sono d’accordo con questo modello di sviluppo del territorio di essere rappresentati e di avere voce in capitolo su tutte le scelte che incidono sulla loro vita quotidiana e sulla città in generale.

Saranno i loro voti a dire come, quanto, e a che livello questi elementi sono importanti, come è giusto che sia in democrazia. Democrazia che tuttavia funziona solo se le idee e le opinioni sono rappresentate, non se vengono messe sotto al tappeto perché non bisogna guardarsi intorno.

Chiara Bertogalli per Parma Possibile

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