Precisazione della Procura di Parma in merito alla vicenda del molestatore della ex compagna subito rimesso in libertà

Procura della Repubblica di Parma

In relazione alle notizie di stampa – relative all’arresto in flagranza, da parte dei Carabinieri, di una persona indiziata di aver violato le disposizioni in tema di divieto di avvicinamento alla persona offesa, con successiva immediata liberazione dello stesso- si condividono innanzitutto le preoccupazioni espresse dal Sindaco di Parma per come si è sviluppata la vicenda e soprattutto per la posizione della vittima; e tuttavia occorre fare alcune precisazioni.

Il provvedimento di liberazione è stato adottato in data 26.1.2022 da un Magistrato della Procura di Parma in quanto, da un lato, la Polizia giudiziaria è obbligata all’arresto di chi viene colto nell’atto di violare il divieto di avvicinamento (reato di cui all’art. 387-bis c.p.) ma, dall’altro, il Pubblico Ministero -al quale viene trasmesso il verbale di arresto per la convalida- non può richiedere nessuna misura coercitiva, ma deve disporne la liberazione.

Questa situazione paradossale si è venuta a creare dopo che, con legge 27 settembre 2021 n 134 (entrata in vigore il 19.10.2021), è stato introdotto l’arresto obbligatorio in flagranza per il reato di cui all’art. 387-bis c.p.; e tuttavia non è stata modificata la norma che prevede i casi nei quali il Pubblico Ministero può chiedere la misura coercitiva; la conseguenza è che –come nel caso in questione- all’arresto obbligatorio da parte della Polizia Giudiziaria deve seguire l’immediata liberazione da parte del Pubblico Ministero.

Tale situazione –rilevata anche da atre Procure- è stata formalmente sollevata dallo scrivente Procuratore con una Direttiva del 21.10.2021, con la quale sono state fornite indicazioni operative ai Magistrati della Procura.

Tale Direttiva -ampiamente motivata- è stata formalmente inviata anche al Ministero della Giustizia – Ufficio di Gabinetto, con l’evidente finalità di porre in rilievo l’anomalia determinatasi con quel che appare un contrasto di norme ma, allo stato, non sono stati registrati interventi correttivi o indicazioni su una diversa modalità di interpretazione.

Il Procuratore Della Repubblica dott. Alfonso D’Avino

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