Referendum Cannabis Legale: 63mila firme emiliano romagnole in Cassazione, 6mila sono parmigiane

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Lombatti

Sono 63.242 le firme emiliano romagnole consegnate oggi in Corte di Cassazione insieme alle altre necessarie per far sì che si voti sul referendum per la Cannabis Legale la prossima primavera. Per il 61% maschi e molto giovani (il 69% sotto i 35 anni): questo l’identikit demografico dei sottoscrittori del quesito che chiede la cancellazione del reato di coltivazione delle piante per uso personale, l’eliminazione delle pene detentive per cannabis e la rimozione della sanzione amministrativa del ritiro della patente per coloro che usano sostanze (lasciando le pene previste per la guida in stato alterato).

Bologna è la provincia con più firmatari assoluti, 21.256, ma anche con il rapporto firme/abitanti più alto: 215 firme ogni 10.000 abitanti. Seguono Parma (6.170 firme, 134 ogni 10.000 abitanti), Modena (9.101, 132) Forlì-Cesena (5035, 128). Poi tocca alle provincie di Rimini (4167, 127), Reggio Emilia (6565, 126) e Ravenna (4846,126), quindi Ferrara (3808, 113). UItima Piacenza con 2606 firme, 93 ogni 10.000 cittadini.

 

Le previsioni di Asdente sullo scenario balcanizzato delle comunali di Parma 2022 (di Andrea Marsiletti)

 

Per Luca Marola, del Canapaio Ducale e membro del Comitato Promotore nazionale “oggi è un importante momento di democrazia e partecipazione. Insieme alle 630.000 firme depositate in Corte di Cassazione abbiamo imposto all’agenda politica il tema della riforma delle politiche sulle droghe, a partire dalla cannabis.”

“La guerra alla droga ha fallito – continua Marola- è tempo di cambiare. Oggi negli USA il 43% dei cittadini vive in uno Stato che ne ha legalizzato l’uso anche ricreativo; Uruguay e Canada hanno legalizzato la cannabis, e presto lo faranno Lussemburgo e Malta. È tempo che la pianta che coltivava Camillo Benso Conte di Cavour e vestiva Giuseppe Garibaldi torni legale. È una battaglia patriottica: in Italia la coltivazione della canapa nei secoli ha segnato il territorio, in particolare in Emilia Romagna. È ora di finire un’inutile guerra ad una pianta e a chi la utilizza. Gli italiani lo sanno: in un recente sondaggio SWG il 58% si è schierati a favore della legalizzazione è tempo di trasformare quella che è ormai coscienza diffusa nella società, in forza elettorale alle urne referendarie nella prossima primavera.”

Promuovono il referendum, fra gli altri, Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione, +Europa.

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