Romanzo gotico

steam1121

01/10/2012
h.16.30

Dark Daily, musica, costume e moda a tinte scure e gotiche.

Il romanzo gotico è un genere narrativo sviluppatosi dalla seconda metà del Settecento e caratterizzato dall’unione di elementi romantici e dell’orrore.
L’espressione “letteratura gotica”, riferita alla tendenza culturale sviluppatasi dalla metà del XVIII secolo, è entrata nell’uso comune a partire soprattutto dai paesi anglosassoni ed individua solitamente storie ambientate nel Medioevo in castelli diroccati, sotterranei e altri ambienti cupi e tenebrosi.
Horace Walpole è considerato l’iniziatore della letteratura gotica moderna con Il castello di Otranto del 1764.
Essendo il fulcro del genere l’unione fra storie d’amore e di terrore, i temi frequenti di questo filone narrativo sono l’amore perduto, i conflitti interiori, il soprannaturale. L’espressione deriva da gotico, termine usato a partire dal Rinascimento per indicare l’architettura e l’arte del Medioevo.
Questa letteratura conobbe una certa fortuna anche nell’Ottocento con altri importanti scrittori come Matthew Gregory Lewis, Ann Radcliffe, Charlotte Dacre e Mary Shelley e influenzò altri paesi come la Francia.
Sentimentalismo e romanticismo, rivolta contro il razionalismo illuminista, inquietudine per l’industrializzazione portarono alla nascita del gothic revival. Tale sottogenere si manifesta a partire dalla seconda metà del Settecento fino ai primi decenni del XIX secolo e prosegue per tutto l’Ottocento. Gli ulteriori sviluppi coinvolgono non solo la letteratura ma, con il termine neogotico, anche l’architettura e le arti figurative.
Frankenstein, ovvero il moderno Prometeo (1818) di Mary Shelley definisce meglio il romanzo gotico nel periodo romantico.
Le evoluzioni successive del genere letterario, dalla prima metà del XIX secolo con Edgar Allan Poe, più che privilegiare le ambientazioni fantastiche (antichi castelli, rovine medievali, monasteri) o sovrannaturali (fantasmi, demoni, creature mostruose), iniziano ad avvicinarsi all’uomo comune. Si immergono sempre più negli abissi dell’io, nelle angosce e nelle paure individuali e collettive dell’uomo moderno e anticipano in qualche misura le indagini introspettive della futura psicanalisi.
Alimenteranno nuovi filoni derivati dal gotico alcuni autori del tardo Ottocento, come Robert Louis Stevenson con il romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, che lo rivela capace emulo di Poe e con il quale si insinua l’idea dello sdoppiamento (il bene e il male convivano in uno stesso individuo), o Arthur Conan Doyle, con i misteri e le atmosfere tenebrose di Sherlock Holmes, ma soprattutto dei suoi racconti fantastici e del terrore.
Tali sviluppi narrativi, in particolare nel Novecento, assumeranno la forma di generi narrativi autonomi come il giallo, il noir, la fantascienza, l’orrore.

Andrea Marsiletti