Sanremo 2020: la parola agli esperti su Quasi Parmigiani

Puntata numero due della seconda stagione di Quasi Parmigiani con il loro nuovo QP Pub, in onda su RadiorEvolution. Per l’occasione, due non potevano che essere anche gli ospiti di Andrea Coppola e Fabio Manis: la voce storica di Radio Parma Simonetta Collini, e Marco Pipitone, dj e giornalista per Il Fatto Quotidiano. Tema della serata il tanto discusso e seguito Sanremo 2020, capace di tenere incollati ai televisori quasi 11,5 milioni di spettatori con uno straordinario share del 60.06% (miglior risultato dall’edizione del 2002 condotta da Pippo Baudo).

Conclusi i giochi, si possono fare i primi bilanci. La prima domanda che viene da porsi è: il Festival 2020 può considerarsi riuscito o no? “Decisamente sì” è la risposta unanime di entrambi gli opinionisti della puntata. “Grandi Amadeus e Fiorello, hanno collaborato davvero bene. Se devo fare una piccola critica al primo, in qualità di Direttore Artistico, non mi è piaciuta la scelta degli ospiti, quasi tutti inutili”, dice Simonetta Collini. Voto? 8 per entrambi.

Si è parlato molto anche di Tiziano Ferro, anche se forse sono stati più i riferimenti alla lite con Fiorello che al suo contributo musicale durante le serate. Ospite fisso di questa edizione, ha un po’ diviso gli spettatori, fra chi ha apprezzato la genuina capacità di ‘piangere ancora alla sua età’ (come recita una sua celebre canzone) e chi invece l’ha considerato un suo limite. “Un cantante del suo calibro non si deve emozionare, dovrebbe anzi avere la capacità di gestire l’emozione”, l’opinione di Marco Pipitone, che poi continua:” lui comunque in generale ha cantato male, ha stonato. Sono rimasto sinceramente deluso da lui, anche perché io provengo da un altro ambito e questa era per me l’occasione per ‘conoscerlo’ ed ascoltarlo, e quello che ho ascoltato non mi è piaciuto. Per non parlare della figura becera con Massimo Ranieri, lì si sono notati i suoi limiti. Voto 6 di stima.”

Non esente da critiche neanche Elettra Lamborghini, classificatasi 21° al termine del Festival con la sua canzone ‘Musica e il resto scompare’. “Secondo me non dovrebbe proprio cantare perché non sa farlo, dovrebbe dedicarsi ad altro. Nonostante ciò, sarà senza dubbio una delle canzoni che verrà programmata maggiormente nella radio e avrà successo”, senza mezzi termini Pipitone. Dello stesso avviso la conduttrice di Radio Parma:” non ha sicuramente talento, la definirei semplicemente un ‘fenomeno sociale’”.

Chi ha fatto parlare molto di sé è anche Achille Lauro, autentico protagonista di Sanremo 2020. Tema centrale delle sue esibizioni è stata l’ambiguità di genere, sfidando, con il suo solito stile ‘anarchico’, stereotipi e convenzioni sociali da lui più volte disprezzati (in particolare quella che definisce ‘mascolinità tossica’). Una sfida coraggiosa e un bell’inno alla libertà, in un paese in cui questi sono ancora fin troppo radicati. “Si può dire che il Festival di Sanremo sia ruotato intorno ad Achille Lauro. Non ha portato una buona canzone ma ha ampi margini di miglioramento e ci riserverà sorprese in futuro”, sostiene Pipitone.

E il vincitore Diodato? “Vittoria assolutamente meritata” secondo Simonetta Collini, che poi aggiunge “Diodato è davvero bravissimo, ha fatto la gavetta ed un percorso abbastanza complicato. Comunque è cresciuto molto e mi piace tanto, temo solo che la sua canzone fra non troppo tempo ‘stancherà’ perché non è molto cantabile. Mi è piaciuto molto anche Anastasio mentre ho ritenuto i Pinguini Tattici Nucleari leggermente sopravvalutati.”

Daniele Gippetto, Ufficio stampa Quasi Parmigiani