SlowFlute Festival, al via la 5° edizione

Lombatti
valparmahospital

30/08/2012
h.10.50

Su iniziativa dell’Associazione SlowFlute prende il via la V edizione di SlowFlute Festival rassegna dedicata al flauto e al suo repertorio. Il Festival rappresenta la felice unione di musica, natura, sapori e cultura in concerti che alternano suggestioni romantiche, jazzistiche, operistiche.
L’unicità dell’ascolto dal vivo è offerta in un viaggio attraverso Comuni della Provincia di Parma quali Salsomaggiore sede di 13 Concerti, 3 a Traversetolo, 2 a Collecchio, 2 a Borgo Val di Taro, 3 a Busseto, denotati da una fortissima identità storica, con l’intento di rivisitare il territorio attraverso la musica, restituendo agli antichi splendori spazi e architetture simbolo dell’italianità d’eccellenza.
Non deve stupire la scelta del nome Slow Flute Festival che richiama in un gioco di parole l’associazione Slow Food, impegnata a difendere esperienze e conoscenze di ogni terra, mentre il binomio racchiuso nella parola Flute, flauto e calice insieme, vuole suggerire condivisione, comunicazione, convivialità vissute in un luogo riempito dalla musica, nella prospettiva di far conoscere il territorio anche fuori dai confini regionali e nazionali. Tutto il Festival e’ dedicato a Istituto Italiano per gli Studi Filosofici: “non spegnete la cultura ma recuperiamo la memoria”.
Per questo motivo riteniamo che sia urgente restituire all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici la dignità che gli spetta, garantendogli, attraverso un’iniziativa legislativa, un sostegno duraturo e un riconoscimento istituzionale.Per la protezione del patrimonio culturale italiano.
Salviamo l’Istituto italiani per gli Studi filosofici!
I partner del Festival sono la Regione Emilia Romagna e le Amministrazioni Comunali dei luoghi in cui si svolgono le manifestazioni, l’Associazione Slow Food, l’Associazione Amici di Verdi di Busseto, l’ Associazione Donne Ambientaliste di Parma (inserita nella rete dei progetti Giornalismo civico-partecipativo e Lucilla dell’Assemblea Legislativa), l’Associazione Parrocchiale di Traversetolo, gli Studenti del Master COMET della facoltà di Scienze Gastronomiche dell’Università di Parma, oltre a Raitrade, Arte Sonora, UtOrpheus di Bologna.
Ambasciatori del festival e della cultura del territorio saranno i qualificati ospiti italiani e stranieri, in particolare l’edizione 2012 prevede la partecipazione di Archer Gail, organista principale della Sinagoga di New York, Martin Münch, docente di Musicoterapia presso la prestigiosa clinica ZfT in Germania e la flautista londinese Jennifer Stinton, del Royal College di Londra, il pianista Tedesco Frank Wasser, le voci di Maurizio Torelli, Luisella Fumagalli, Sabrina Gasparini, la grande virtuosa di violnecello tedesca Dorothea von Albrecht, le geniale musiche di Alessandro Nidi, la scrittrice Rita Charbonnier e il pianista fiorentino Riccardo Sandiford. Tutti gli artisti invitati condividono la filosofia del Festival e sono appassionati testimoni della qualità del messaggio culturale che caratterizza il territorio.
Apre la stagione il concerto il 31 Agosto alle Terme del Berzieri il concerto dedicato alle musiche inedite del Salotto di Villa Verdi di sant’Agata di Busseto, a tutti gli inetrvenuti al concerto di apertura verà offerta un calice doc di benvenuto offerto dall’Azienda La Piotta di Montalto Pavese.
Claudio Ferrarrini e Roberto Issoglio esplorano il mondo sonro del salotti di Verdi in prima esecuzione mondiale. Con una rarità autografa di Giuseppe Verdi la marcia dei bersaglieri nella versione per flauto e pianoforte.
Dopo lunghi anni di neoclassicismo imperante e di folgorante rinascita del barocco, che ha gettato discredito su larga parte della musica ottocentesca, sembra ora giunto il momento di una valutazione più serena di quello che fu, malgrado tutto, uno dei periodi più fulgidi della storia musicale europea, non solo nei suoi aspetti più importanti, ma anche nelle manifestazioni che paiono più legate al gusto del tempo.
É questo il caso delle fantasie, parafrasi, reminiscenze da opere liriche: nomi diversi che indicano lo stesso tipo di composizione: un fenomeno, tra l’altro, che assunse proporzioni imponenti e coinvolse enormi interessi editoriali, in Italia e all’estero, dettate dell’esigenza dei musicofili di poter ascoltare ed eventualmente eseguire le pagine che più li avevano colpiti in teatro,le parafrasi da opere furono, come tali, destinate in primo luogo allo strumento principe delta casa e delta sala da concerto, al pianoforte.
Si cimentarono in questo campo innumerevoli virtuosi, alla ricerca di facili successi, ma anche un autentico genio come Franz Liszt, che ottenne risultati imperituri anche nelle Fantasie su opere verdiane,ricreate con impareggiabile scrittura pianistica ed infallibile rigore formale.Tuttavia, il pianoforte non bastava a soddisfare da solo la fame di musica.
Uno di costoro fu Antonio Barezzi, ricco droghiere di Busseto che divenne suocero di Giuseppe Verdi, l’unico grande benefattore di Verdi at tempo del suo difficile esordio. Barezzi era presidente della Società Filarmonica del paese e suonava con passione ed altrettanta perizia il flauto, negli ultimi anni della sua lunga vita ( morì net luglio1867, dopo che il suo pupillo gli ebbe dato l’estrema soddisfazione con il trionfo del Don Carlos ) Antonio Barezzi si faceva mandare dalla Casa Ricordi, tramite il fedele discepolo di Verdi Emanuele Muzio, quantità enormi di musica, specialmente di quella per flauto. Non mancavano, naturalmente, le Fantasie su opere del grande bussetano, che già da tempo avevano invaso l’editoria italiana.
É durante qualcuna delle frequenti visite al Barezzi, Verdi stesso, che nei periodi di riposo soggiornava nella vicinissima Sant’Agata, ebbe occasione d’ascoltare al flauto del suo antico benefattore. Le pagine riunite in questo programma rivestono un duplice significato: innanzitutto sono esempi del tipo di musica che si ascoltava e si eseguiva nelle famiglie e salotti del secolo scorso in secondo luogo, esse sono legate all’ambiente particolare in cui l’uomo Verdi si trovò a vivere per lungo tempo.
Gli autori di queste parafrasi sono i più importanti flautisti dell’epoca Verdiana:sappiamo che Casaretto e Albisi apparteneva all’entourage del Maestro; i loro pezzi sono costruiti secondo formule d’epoca, dopo una breve introduzione destinita a stabilire la tonalilà principale, si snodano due, tre, talora più episodi, le musiche di queste trascrizioni sono state trovate nella Biblioteca privata di Giuseppe Verdi a Sant’Agata di Busseto (Pr), con la concessione degl’eredi VERDI-CARRARO.
Le trascrizioni sono dedicate ad Antonio Barezzi, che frequentava spesso la Villa di Sant’Agata dove Verdi ebbe occasione di cimentarsi al pianoforte per accompagnare suo suocero a suonare il Flauto nelle difficili variazioni sui temi delle sue opere. Nella casa di Barezzi a Busseto, dove vennero rappresentate per la rima volta le composizioni di Verdi giovane, si conserva ancora il Flauto che Verdi ha regalato a Barezzi dopo il suo viaggio a Parigi (1847) per la sua prima rappresentazione dell’opera “Macbeth”.
Nelle musiche del programma ci sono ancora segni di matita che servivano per l’esecuzione, durante le frequenti visite che Barezzi faceva all’amico suocero Verdi. Le pagine riunite in questo recital rivestono perciò un duplice significato: innanzitutto sono esempi del tipo di musica che si ascoltava e si eseguiva in Casa Verdi, in secondo luogo, esse sono legate all’ambiente particolare in cui l’uomo Verdi si trovò a vivere per lungo tempo.

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