Fallisce Spip. Il tentativo del Comune di salvarla non ha successo

Lombatti

Il Tribunale ha dichiarato il fallimento della Spip. Le banche non hanno accettato infatti la richiesta di concordato per la partecipata del Comune. Nelle settimane scorse anche il Procuratore Laguardia aveva chiesto il fallimento della società.
Nei giorni scorsi l’assessore al Bilancio Gino Capelli aveva rassicurato che il Comune di Parma non avrebbe subito conseguenze da tale atto e che non ci sarebbe stato l’abbassamento del rating.
A seguito di questa decisione le ipotesi di reato formulate dalla Procura per abuso d’ufficio si sono tramutate in bancarotta fraudolenta e ciò determinerà l’allargamento delle indagini a tutti gli amministratori ritenuti coinvolti nel default e un allungamento dei tempi di prescrizione.
Come noto la Guardia di Finanza sta facendo accertamenti sul valore della compravendita dei terreni il cui costo è lievitato in modo abnorme in una sola giornata. La Finanza sta verificando chi si trova dietro queste società protagoniste dell’operazione e se denari sono finiti in paradisi fiscali esteri.
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08/04/2013
Il sindaco Federico Pizzarotti e l’assessore al Bilancio e Partecipate Gino Capelli, in un’affollata conferenza stampa in Municipio, hanno illustrato la posizione del Comune in ordine al fallimento della società partecipata SPIP, decretato dal Tribunale nei giorni scorsi.
In particolare, il sindaco ha affermato che “il Comune avrebbe preferito evitare il fallimento, puntando sul concordato, perché quest’ultima soluzione avrebbe consentito al Comune di mantenere la situazione sotto controllo. Ora tutto passa in altre mani”.
“Inoltre – ha puntualizzato ancora Pizzarotti – questa vicenda è destinata a protrarsi per anni, anche se, dal punto di vista comunale, va detto che la Corte dei Conti ha considerato “debole” le lettere di patronage inviate a suo tempo dal Comune alle banche”.
Sempre a proposito del rapporto con le banche, il Sindaco ha ricordato che gli Istituti di Credito locali erano pronti a collaborare per evitare il fallimento, ma le banche nazionali si sono opposte a tale soluzione.
L’assessore Capelli, da parte sua, ha ripercorso il lungo iter della vicenda, rispondendo punto per punto anche alle critiche avanzate in questi giorni da più parti dalle opposizioni, ma ha anche chiarito che – per quanto a sua conoscenza – il concordato preventivo non avrebbe affatto compromesso le azioni verso i precedenti amministratori per bancarotta fraudolenta”.
Nel corso dell’incontro, l’assessore ha ricordato che l’Amministrazione sta onorando i debiti di sua competenza con i fornitori, e che l’allentamento del patto di stabilità potrebbe consentire di rifinanziare anche la Società Parma Infrastrutture con conseguenze positive per tutti.
Anche a seguito dei pagamenti già effettuati e con altre operazioni di dismissione, il debito complessivo del sistema ammonta ora a circa 600 milioni di euro, contro gli 850 originali.
Rispondendo a domande specifiche sugli effetti che la vicenda potrebbe avere sulle altre partecipate comunali, in particolare STT e Parma Infrastrutture, l’assessore ha affermato che le banche attendevano appunto la conclusione della vicenda Spip per decidere, e che si ragionerà per cercare le risposte più adeguate: “E’ un’unica matassa da sbrogliare – ha affermato – ma si deve fare un capo alla volta, anche se è verosimile che per entrambe le Società si trovi una soluzione in contemporanea. La situazione resta complicata, ma faremo il possibile per portare a compimento le opere in corso da parte delle partecipate di STT (Stu Stazione, Stu Authority ecc.), non necessariamente coinvolte nel destino della casa madre. La strada del concordato avrebbe messo al riparo il Comune da futuri rischi, ma il fallimento va a ridurre il debito in capo alle partecipate dell’Ente. In ogni caso, su questa vicenda ci saranno diverse altre puntate”.
Critico il giudizio di Capelli sull’atteggiamento del PD: “Sono in grande confusione, sulla vicenda Pagliari ha sostenuto tutte le posizioni possibili. Non si può dire prima di farla fallire e poi non va bene se fallisce”.
L’assessore apre comunque all’opposizione: “Ascolteremo le proposte positive”.
Per quanto riguarda Alfa Capelli ha dichiarato che il collegio arbitrale ha condannato Costa, ex presidente di Stt, a “risarcire somme importanti” alla partecipata.
Il Sindaco ha chiuso guardando in positivo: “Questa Società – ha detto – nell’ultimo decennio è nata male e finita peggio. Il fallimento è una sconfitta per la città, anche se il debito ricade sulle banche: servono messaggi positivi, dopo gli scandali il momento è difficile per tutti, ma bisogna ripartire insieme per il bene della città”. 
 

Il tentativo del Comune di Parma di evitare il fallimento di Spip è non è riuscito ed è rimasto un annuncio.
Il rating dell’iniziativa del Comune è CCC (valutazione scarsa) (Clicca qui per conoscere i dettagli dei punteggi assegnati nel calcolo dell’algoritmo di ParmaRating).

ParmaRating.it

Pizzarotti: “Avremmo preferito evitare il fallimento di Spip”

Lombatti

08/04/2013

Il sindaco Federico Pizzarotti e l’assessore al Bilancio e Partecipate Gino Capelli, in un’affollata conferenza stampa in Municipio, hanno illustrato la posizione del Comune in ordine al fallimento della società partecipata SPIP, decretato dal Tribunale nei giorni scorsi.
In particolare, il sindaco ha affermato che “il Comune avrebbe preferito evitare il fallimento, puntando sul concordato, perché quest’ultima soluzione avrebbe consentito al Comune di mantenere la situazione sotto controllo. Ora tutto passa in altre mani”.
“Inoltre – ha puntualizzato ancora Pizzarotti – questa vicenda è destinata a protrarsi per anni, anche se, dal punto di vista comunale, va detto che la Corte dei Conti ha considerato “debole” le lettere di patronage inviate a suo tempo dal Comune alle banche”.
Sempre a proposito del rapporto con le banche, il Sindaco ha ricordato che gli Istituti di Credito locali erano pronti a collaborare per evitare il fallimento, ma le banche nazionali si sono opposte a tale soluzione.
L’assessore Capelli, da parte sua, ha ripercorso il lungo iter della vicenda, rispondendo punto per punto anche alle critiche avanzate in questi giorni da più parti dalle opposizioni, ma ha anche chiarito che – per quanto a sua conoscenza – il concordato preventivo non avrebbe affatto compromesso le azioni verso i precedenti amministratori per bancarotta fraudolenta”.
Nel corso dell’incontro, l’assessore ha ricordato che l’Amministrazione sta onorando i debiti di sua competenza con i fornitori, e che l’allentamento del patto di stabilità potrebbe consentire di rifinanziare anche la Società Parma Infrastrutture con conseguenze positive per tutti.
Anche a seguito dei pagamenti già effettuati e con altre operazioni di dismissione, il debito complessivo del sistema ammonta ora a circa 600 milioni di euro, contro gli 850 originali.
Rispondendo a domande specifiche sugli effetti che la vicenda potrebbe avere sulle altre partecipate comunali, in particolare STT e Parma Infrastrutture, l’assessore ha affermato che le banche attendevano appunto la conclusione della vicenda Spip per decidere, e che si ragionerà per cercare le risposte più adeguate: “E’ un’unica matassa da sbrogliare – ha affermato – ma si deve fare un capo alla volta, anche se è verosimile che per entrambe le Società si trovi una soluzione in contemporanea. La situazione resta complicata, ma faremo il possibile per portare a compimento le opere in corso da parte delle partecipate di STT (Stu Stazione, Stu Authority ecc.), non necessariamente coinvolte nel destino della casa madre. La strada del concordato avrebbe messo al riparo il Comune da futuri rischi, ma il fallimento va a ridurre il debito in capo alle partecipate dell’Ente. In ogni caso, su questa vicenda ci saranno diverse altre puntate”.
Critico il giudizio di Capelli sull’atteggiamento del PD: “Sono in grande confusione, sulla vicenda Pagliari ha sostenuto tutte le posizioni possibili. Non si può dire prima di farla fallire e poi non va bene se fallisce”.
L’assessore apre comunque all’opposizione: “Ascolteremo le proposte positive”.
Per quanto riguarda Alfa Capelli ha dichiarato che il collegio arbitrale ha condannato Costa, ex presidente di Stt, a “risarcire somme importanti” alla partecipata.
Il Sindaco ha chiuso guardando in positivo: “Questa Società – ha detto – nell’ultimo decennio è nata male e finita peggio. Il fallimento è una sconfitta per la città, anche se il debito ricade sulle banche: servono messaggi positivi, dopo gli scandali il momento è difficile per tutti, ma bisogna ripartire insieme per il bene della città”. 
 

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Il Comune di Parma esce dalla Fondazione del Collegio Europeo

Lombatti

28/03/2012

Il 28/03/2013 la maggioranza consiliare (M5S) ha votato la delibera di recesso dalla Fondazione del Collegio Europeo (leggi delibera).
Il Comune ha “preso atto del documento “Potenziamento dell’offerta formativa: prospettive future della Fondazione Collegio Europeo di Parma” approvato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione confermando la condizione di non sostenibilità finanziaria della partecipazione del Comune di Parma al progetto di rilancio”.
Il Comune si è impegnato ad onorare gli impegni economici fin qui assunti (euro 140.000,00, quale contributo ordinario di gestione per l’esercizio 2012/2013; euro 101.240,00, quale quota di ripianamento e ricostituzione del capitale sociale risultante dal bilancio consuntivo 2011/2012; – euro 15.000,00 per il previsto ripianamento e ricostituzione del fondo di dotazione 2012/2013).
Infine, ritenendo che l’attività della Fondazione meriti il sostegno del Comune di Parma, anche se non socio, l’Amministrazione si è impegnata a garantire per il futuro un sostegno alle attività della Fondazione, compatibilmente con i vincoli del bilancio, prevedendo una quota minima annua pari ad euro 20.000.
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Il rating del progetto è BB (valutazione sufficiente) (Clicca qui per conoscere i dettagli dei punteggi assegnati nel calcolo dell’algoritmo di ParmaRating).

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