Su Amazon Prime Video il film di Francesco Barilli “Il Paese del Melodramma” girato a Parma

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Da sinistra: Magri, Barilli, Merenda (©foto annarita melegari)

A sei mesi dall’uscita al cinema dello scorso novembre, il film Il Paese del Melodramma, scritto e diretto da Francesco Barilli e prodotto da Avila Entertainment in collaborazione con Rai Cinema e MiC, da lunedì 27 maggio è disponibile anche per il mercato di streaming on demand su Amazon Prime Video per il noleggio e la vendita a pagamento, sia in formato HD sia in quello SD.

 Il film, ambientato nel mondo della lirica, è un noir intimista che riflette sui temi della morte, dell’alcolismo e del fallimento, e che vede protagonista Luca Magri affiancato da Luc Merenda (al suo ritorno al cinema dopo tanto tempo) nel ruolo iconico della Morte. L’opera approda sulla popolare piattaforma di streaming, per il momento fruibile a pagamento sia per il noleggio sia per la vendita, dopo l’apprezzamento della critica e degli amanti del cinema di genere e i recenti prestigiosi riconoscimenti del Silver Remi Award al WorldFest Houston e il premio speciale Aldo Lado, che è stato consegnato al regista e ai produttori nella serata del Vespertilio Awards il 25 maggio.

 



 

La storia – Carlo Gandolfi (Luca Magri) è un bravissimo cantante lirico, la cui carriera si è bruscamente interrotta dopo la morte della moglie e della figlia. Da allora è un uomo alla deriva, in preda al vizio dell’alcol. La Morte in persona (Luc Merenda) decide che è il momento per lui di tornare a calcare le scene del palcoscenico: vuole che interpreti il “Macbeth” di Verdi e che sia perfetto. Altrimenti, lo porterà con sé nel suo regno.

Francesco Barilli, regista, attore, sceneggiatore e pittore, è tornato a misurarsi con il cinema di genere nella sua città, Parma, da lui già raccontata in molti documentari e film, protagonista con i luoghi verdiani di interesse storico e culturale e tutto il centro storico. Il suo ritorno dopo L’Urlo (2019) lo vede anche davanti alla mdp, in un appassionato cameo nel ruolo di padre del protagonista (Magri).

Il cast – Primo attore del film è Luca Magri (La casa nel vento dei morti, Il Vincente), con cui il regista ha collaborato più volte nel corso della sua carriera, e qui anche in veste di produttore del film; al suo fianco Luc Merenda (già diretto da Barilli in Pensione paura, 1977), uno dei volti simbolo del cinema italiano degli anni ’70. Nel cast, anche Nina Torresi (La Bellezza del somaro, I Cesaroni, Boris), nel personaggio di Angelica, l’insegnante di Gandolfi; Stefano Pesce (Da zero a dieci, Diabolik), che interpreta il Sovrintendente del Teatro Regio; il cantante lirico Eugenio Maria Degiacomi, “rivale” del protagonista; il giornalista e critico Davide Pulici, nel ruolo di un sacerdote e lo stesso Francesco Barilli (già protagonista di Prima della Rivoluzione di Bertolucci), nella parte del padre di Luca Magri.

La fotografia – La direzione della fotografia è stata affidata a Alessio Gelsini Torresi (Americano Rosso, La Scorta, Ultrà, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, I Vestiti nuovi dell’Imperatore), già vincitore del David di Donatello e candidato agli Emmy Awards.

La produzione – Avila Entertainment Srl, fondata da Luca Magri, Antonio Amoretti e Pietro Corradi, è attiva dal 2013 come azienda del settore cinematografico in tutte le sue forme (produzione, organizzazione, distribuzione, cessioni diritti), con due produzioni realizzate sul territorio Italiano: il lungometraggio Il Vincente (2016) di Luca Magri e il cortometraggio L’Urlo (2019) di Francesco Barilli.

Il Paese del melodramma è “un film sulla lirica, sul Teatro Regio di Parma, sulla dipendenza dall’alcol e sulla tragedia umana”, dichiara Francesco Barilli, che aggiunge: “Tra i vari personaggi il più interessante è quello della Morte che ama la musica e Giuseppe Verdi. La Morte è stanca di trasformare gli uomini in cadaveri ed è innamorata dell’arte, perché l’arte in tutte le sue forme non muore mai, mentre muoiono gli autori, lasciando per sempre cose meravigliose. Gli uomini e le donne di questa vicenda sono solo dei burattini in mano al più grande burattinaio della storia: la Morte”. 

 

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