Terapie intensive, per 10 Regioni rischio massimo di superare la soglia del 30% di occupazione entro il prossimo mese. C’è anche l’Emilia Romagna

I reparti di terapia intensiva degli ospedali di dieci regioni italiane rischiano di entrare in forte affanno il prossimo mese se non si riuscirà a contenere la crescita dei contagi.

A scriverlo il monitoraggio settimanale condotto dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui sussiste un  rischio alto per la tenuta delle rianimazioni in Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta.

Secondo il dossier del governo e dell’Iss le terapie intensive di questi territori hanno una probabilità – passata da alta a massima – di superare la soglia del 30% di occupazione da pazienti Covid nel prossimo mese.

Le regioni segnalate con il livello più alto di rischio per questo parametro sono la Lombardia e la Liguria.

Per quanto riguarda la settimana dal 5 all’11 ottobre “si è osservato un importante aumento nel numero di persone ricoverate (4.519 vs 3.287 in area medica, 420 vs 303 in terapia intensiva nei giorni 11/10 e 4/10, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni/PPAA sopra 10%in entrambe aree”. Ciò è accaduto a causa di “un’accelerazione nell’evoluzione dell’epidemia, ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero dei casi” e con “evidenze di criticità.