Terremoto, un coordinamento tra Parma e Reggio Emilia

12/01/2009
h.17.30

I territori delle province di Parma e di Reggio Emilia, le più colpite dal sisma dello scorso 23 dicembre, lavorano insieme per un’azione più incisiva nei confronti del governo.
Oggi nella sede della Provincia di Reggio la prima riunione del nuovo coordinamento, nato per iniziativa delle due Province in accordo con il presidente della Commissione Ambiente e Territorio della Camera dei deputati Angelo Alessandri.
All’incontro, oltre allo stesso Alessandri, hanno partecipato i presidenti delle due Province, Vincenzo Bernazzoli per quella di Parma e Sonia Masini per quella di Reggio Emilia, l’assessore regionale alla Protezione civile Marioluigi Bruschini, il responsabile della Protezione civile emiliano-romagnola Demetrio Egidi, gli assessori provinciali alla Protezione civile Luciano Gobbi (Provincia di Reggio Emilia) e Gabriele Ferrari (Provincia di Parma) e i parlamentari Albertina Soliani, Camen Motta, Fabio Rainieri, Emerenzio Barbieri, Maino Marchi, Leana Pignedoli.
Si è trattato di una riunione operativa per decidere i passaggi da compiere per il reperimento delle risorse per i due territori, ma anche per consentire nel tempo una sempre più accurata messa in sicurezza anti-sismica di un territorio purtroppo soggetto a questi fenomeni.
Primo obiettivo: far sì che da Palazzo Chigi sia finalmente proclamato lo stato di emergenza chiesto nell’imminenza del terremoto dalla Regione Emilia Romagna e ancora non deliberato dal governo. Il coordinamento ha convenuto sulla necessità di insistere affinché nella riunione di venerdì il consiglio dei ministri discuta del provvedimento, assolutamente imprescindibile, e affinché poi si lavori a un’ordinanza che nomini commissario il presidente della Regione Vasco Errani: ordinanza in cui si facciano rientrare tutte le possibilità di intervento urgente derogando dalle normative ordinarie e che metta a disposizione nell’immediato i 15 milioni richiesti nei giorni scorsi dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Il coordinamento ha inoltre stabilito di lavorare da subito affinché sia proposto un emendamento al decreto “Milleproroghe”, per ricomprendervi una dotazione seppur minima di intervento, e ha deciso di continuare la ricerca di provvedimenti di legge con cui implementare la dotazione di fondi: l’obiettivo è quello di trovare anche nel tempo risorse per mettere in sicurezza il nostro patrimonio monumentale e di edifici pubblici e privati, partendo anche dalla considerazione che quelli di Parma e Reggio sono territori molto esposti al rischio sismico.
Soddisfazione per gli esiti della riunione è stata espressa dal presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli. “Stiamo procedendo senza perdere tempo – ha detto – per completare sia il lavoro di quantificazione e di verifica dei danni sia il reperimento di risorse per far fronte alla situazione. Lo facciamo con una forte collaborazione territoriale, politica e istituzionale, e questo è un fatto senz’altro molto positivo: è una precondizione, viste le difficoltà di questi tempi, per ottenere i risultati migliori possibili. Nell’immediato è assolutamente necessario che il governo deliberi il più presto possibile lo stato di emergenza, ma è chiaro che non sarà sufficiente: occorreranno altri provvedimenti e altre risorse. E sarà importante lavorare per la messa in sicurezza del territorio di fronti ai rischi sismici”.

“È molto positivo il clima di collaborazione tra le varie istituzioni e figure politiche ed istituzionali presenti per fare fronte alle emergenze dei danni nelle zone colpite dal terremoto del 23 dicembre”. Questo il commento di soddisfazione del Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Luigi Giuseppe Villani, riguardo gli esiti del vertice politico istituzionale svoltosi presso la Provincia di Reggio Emilia sul terremoto a cui ha partecipato.
Il Consigliere di Forza Italia – Pdl ha però aggiunto che “Adesso occorre la spinta comune di tutte le forze politiche per fare arrivare sui territori colpiti dall’evento sismico tutte le risorse necessarie non solo per fronteggiare le prime emergenze ma per mettere in sicurezza un territorio ad alto rischio di terremoti come sono ora le province di Parma e Reggio Emilia”.