Uccisione del giovane bengalese nel CAS di via Faelli, Bocchi (FdI): “Pericolosità del soggetto già segnalata”

Priamo Bocchi

L’uccisione del giovane bengalese avvenuta nel CAS di via Faelli ad opera di un ospite della stessa struttura di accoglienza e con problemi mentali, richiama pesanti responsabilità di coloro che sarebbero potuti intervenire e invece hanno ignorato i numerosi campanelli d’allarme.

L’associazione che gestisce il CAS, la cooperativa Leone Rosso subentrata a Svoltare, aveva infatti già segnalato la pericolosità sociale del soggetto, evidentemente affetto da gravi disturbi psichici. Per tale motivo la cooperativa aveva già da giorni richiesto l’adozione di una presa in carico da parte della salute mentale dell’AUSL.

Ricordo inoltre la possibilità di disporre il TSO, provvedimento del Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria del Comune dietro proposta motivata di due medici. Lo stesso migrante presunto autore dell’omicidio si era recato all’ospedale di Parma il 24 ottobre armato di un coltello e, oltre a non conoscere una parola di italiano, aveva manifestato chiari segni di squilibrio mentale, allucinazioni e ossessioni. Nonostante ciò le autorità sanitarie e il comune di Parma non sono stati in grado di adottare quel provvedimento che avrebbe potuto salvare la vita al povero ragazzo sgozzato.

 

† Terra Santa 10 – Il “velo di Veronica”, un’altra stella femminile che brilla nella cristianità (di Andrea Marsiletti)

 

Mi chiedo se il sindaco e l’assessore con delega alla sanità e al sociale abbiano contezza di situazioni simili che affliggono gli ospiti delle strutture di accoglienza cittadine, se abbia adottato strumenti di verifica, controllo e intervento e se abbia avuto cura di fare un censimento di quante persone presenti nelle strutture di accoglienza siano in carico alla salute mentale dell’AUSL di Parma.

Anziché allestire sterili tavoli di confronto, cabine di regia e osservatori, sarebbe necessario che si monitorassero i richiedenti asilo che presentano disturbi mentali e quindi socialmente pericolosi, adottando quei provvedimenti in grado di prevenire episodi tragici come quello di via Faelli.

Su tutto ciò ho depositato ieri una interrogazione.

Priamo Bocchi, capogruppo FdI Parma

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