“Un anno da leoni”

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Lombatti

01/08/2012

Brad Harris ha 36 anni, è divorziato e vive con i genitori. Se la madre lo sostiene nella sua passione per il ‘bird watching’ il padre costituisce un ostacolo. Brad però ha un idolo: Kenny Bostick, che ha vinto la competizione denominata “The Big Year”.
La gara consiste nel riuscire, nell’arco di un anno, a vedere il maggior numero di specie di uccelli. Bostick, che ne ha individuati più di 700, teme che il suo record possa essere battuto e torna a competere nonostante il parere contrario della moglie. Oltre alle sue imprese e a quelle di Brad, che ha vinto le resistenze paterne, seguiamo in azione Sturat Preissler, un non più giovanissimo executive che trova la scusa del Big Year per cercare di staccare da un lavoro che non lo interessa più.
Girare un film sul bird watching ispirato a un libro di Mark Obmascik “The Big Year: A Tale of Man, Nature and Fowl Obsession” non significa certo volersi cercare una grande audience e, soprattutto, fa nascere il sospetto che si voglia mettere in ridicolo la passione di un non amplissimo numero di persone che sono interessate a ‘collezionare’ il maggior numero di volatili solo vedendoli. Se si aggiunge poi che la gara, che realmente esiste, non prevede documentazione (non è cioè obbligatorio realizzare foto o filmati degli uccelli individuati ma basta solo dichiarare di averli visti) si può comprendere come l’idea che ci si trovi davanti a una farsa possa farsi consistente.
Invece non è così. Grazie a un cast azzeccato (Steve Martin, Jack Black e Owen Wilson si contendono il primato) il film di David Frankel (Marley and Me, Il diavolo veste Prada) si configura come una gradevole commedia che non rinuncia a scavare nella psicologia dei tre protagonisti. Tutti e tre infatti sono mossi da una passione naturalistica ma hanno anche qualcosa o qualcuno da cui cercare di staccarsi per riuscire a ritrovare se stessi.
Se Bostick deve fare chiarezza sul proprio matrimonio e Harris deve cercare di liberarsi da una tutela genitoriale durata troppo a lungo, è Preissler quello che ha il compito più complesso. C’è un intero staff che senza di lui non sa più trovare le soluzioni giuste sul piano finanziario.
Questo dovrebbe farlo sentire indispensabile e soddisfarne la sete di potere. E’ invece ciò che più lo opprime e l’età gioca in questa sensazione un ruolo non secondario. Per il trio allora osservare una specie rara diventa non solo aggiungere una cifra in più al computo che potrebbe portare alla vittoria ma anche cercare di ‘spiccare il volo’ lasciandosi alle spalle una vita che non soddisfa più nessuno di loro.

(Si ringrazia Mymovies.it per la collaborazione)
Clicca qui per conoscere la programmazione nelle sale di Parma.

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