XXI giornata di serie A (di Gianni Bandiera)

Il big match della ventunesima è stato Napoli Juve e lo è stato a dispetto della classifica.

Il Napoli, antagonista designato nel precampionato per la lotta al titolo, è relegato nei bassifondi e avrebbe sofferto una sconfitta contro la capolista fino a livelli ignoti. Gattuso ha richiamato la squadra a una prova di orgoglio dove finora non hanno potuto le idee tattiche e le guerre intestine. Il Napoli la vince con merito di fronte a una Juve svogliata e svagata come se non avesse intenzione di allungare il passo. Per i campani una boccata di ossigeno che potrebbe capitalizzare per il prosieguo del torneo. Da giugno cambierà molto in casa Napoli. Da ora a fine stagione Gattuso dovrà far crescere i nuovi che sono già stati presi da de Laurentis in vista del torneo del prossimo anno.

La Juve ha dormito ma ci sta, forse. Il malumore dei tifosi bianconeri serpeggia e a ogni sconfitta – vedi alla voce ‘partite contro la Lazio – viene salutata con nasi che si storcono e dubbi che si amplificano. Ma come? Non doveva Sarri fare vedere una Juve spettacolo sempre e comunque? Qualcuno (Emre Can) è stato messo ai margini, altri (Bernardeschi, Ramsey, Rabiot…) non hanno ancora espresso un potenziale da grande squadra europea. La risposta arriverà tra poche settimane quando suonerà la musichetta della Champions.

Nell’attesa di capire cosa ne sarà di Napoli e Juve, l’Inter incappa nell’ennesimo pari. Questa volta è stato il Cagliari a fermarla con goal dell’ex Nainggolan. Nei titoli di coda il Toro Martinez svela una parte sconosciuta del suo carattere e dopo una veemente protesta viene espulso. Tardive le scuse mezzo Instagram del giocatore interista. C’è da dire che Conte non manca occasione di lanciare frecciatine alla società e non

sappiamo se si tratta di una strategia o se il suo è un vero e proprio malcontento.

La Lazio rimane a distanza perché incappa in un pari nel derby. A dirla tutta avrebbe meritato la vittoria la Roma ma il ridondante possesso di palla giallorosso non ha sortito altro che un palo di Pellegrini e poco più. Serve una punta vera da affiancare a Dzeko o che gli dia il cambio.
La vera partita thriller della giornata si è consumata nello stadio Grande Torino e mai nome fu più inappropriato. L’Atalanta fa sette goal (a zero) prendendo a pallate il povero Torino e pensare che Sirigu andrebbe messo tra i migliori, se non il migliore, tra i suoi. Un risultato che si spiega con una doppia lettura: l’Atalanta sta giocando in ogni dove facendo partite memorabili e di contro il Torino è crollato psicologicamente e fisicamente.

Domani sera il Toro andrà a Milano sponda rossonera per una partita fondamentale se si crede alla Coppa Italia come trampolino per riemergere dal dramma nel quale è sprofondata con tutte le corna. Il Milan da parte sua sta raccogliendo punti anche dove non sembrava averne merito. La scossa Ibra sta dando frutti eccellenti.

Per finire il Parma. Vince contro l’Udinese e continua nel suo sogno sperando che non dimentichino la lezione dello scorso anno quando agli albori della primavera ha iniziato un letargo che l’ha portata di nuovo ai margini della retrocessione.

Detto della coppa Italia (Milan- Torino e Inter Fiorentina) il prossimo turno non vedrà nessuna partita di cartello e vedrà il Parma andare a Cagliari, la Juve giocherà contro la Fiorentina e Inter nel posticipo di domenica in quel di Udine.

Alla prossima,

Gianni Bandiera

lombatti_mar24