Democrazia in aula, Ubaldi e Brandini: “Il ministero smentisce il metodo di voto di astensione utilizzato per oltre 3 anni dal Comune”

by Andrea Marsiletti

“Con un’abusiva interpretazione del Regolamento la maggioranza in Consiglio Comunale amministra da anni a colpi di astensione. Ma noi non ci stiamo: ed il Ministero ci dà ragione”, è il commento dei consiglieri comunali Federica Ubaldi e Serena Brandini. Dopo un’attenta analisi del regolamento del Consiglio Comunale di Parma, le consigliere hanno presentato una richiesta di chiarimento al Ministero dell’Interno. La risposta, arrivata pochi giorni fa, TRAMITE IL PREFETTO, è inequivocabile: l’interpretazione fino ad ora attuata del regolamento non è corretta.

Nel corso della conferenza stampa sono stati spiegati i dettagli del meccanismo avvallato dall’attuale amministrazione. Il regolamento stabilisce che le deliberazioni vengano approvate con un numero di voti favorevoli pari alla metà più uno dei votanti, con i consiglieri astenuti che non vanno conteggiati tra i votanti. “La norma è chiara: se ci sono 10 voti a favore e 5 contrari l’atto deve considerarsi approvato, anche se ci sono stati 15 astenuti. Dal 2022 invece, nel Consiglio Comunale di Parma, non funziona così”.

Brandini ed Ubaldi spiegano che l’attuale interpretazione data dalla maggioranza prevede che i consiglieri astenuti vadano considerati come votanti: “In questo modo – spiegano – con 10 voti a favore, 5 voti contrari e 15 astenuti l’atto viene considerato respinto”. Con questo sistema sono stati considerati respinti decine di ordini del giorno e mozioni che invece si sarebbero dovute considerare approvate.

“Un sistema con cui – proseguono le due consigliere – l’attuale maggioranza non ha mai preso una netta posizione politica. Un’interpretazione distorta che abbiamo più volte fatto notare anche in sede consiliare, senza che ci fosse un reale ascolto. Il voto di un consigliere astenuto non può e non deve essere considerato come voto contrario. Questa, invece, era diventata una prassi per l’attuale maggioranza: nessuna presa di posizione, solo continue astensioni che si trasformavano in voti contrari”, proseguono.

“Al di là della questione burocratica e formale, che merita comunque attenzione poiché si tratta di un comportamento non corretto, quello che ci preoccupa maggiormente è la mancanza di responsabilità politica di chi oggi amministra Parma. Nel nascondersi dietro un opportunistico voto di astensione, i consiglieri della maggioranza hanno evitato di prendere posizione e di avvallare decisioni che potevano mettere in discussione la loro stessa maggioranza o esporli a critiche. Un cronico ‘lavarsi le mani’ sulle questioni che riguardano Parma e i suoi cittadini”.

La richiesta che ne deriva, avvallata anche dalla lettera ricevuta dal Ministero, è che si ponga immediatamente fine a questo metodo di voto, riportando il Regolamento a quella che è la sua forma originaria: il voto di astensione va considerato come tale e non come voto contrario, già dal prossimo Consiglio Comunale.

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