Il bilancio 2025 del Comando provinciale dei Carabinieri di Parma

di Andrea Marsiletti

Il Comandante Provinciale, colonnello Andrea Pagliaro, prima di tracciare il consueto bilancio per l’anno appena concluso, ha voluto sottolineare come l’azione dell’Arma a livello locale sia incardinata in una collaudata ed efficace sinergia con le altre istituzioni, quali la Prefettura, le altre Forze di Polizia e la Magistratura, nei diversi ambiti di competenza, nell’ottica di assicurare un quotidiano, costante e solidale sostegno alle comunità, rinnovando il focus operativo sulla prossimità orientata alla tutela dei cittadini.

Nel corso del 2025, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Parma ha dato corso a un’incisiva strategia di controllo del territorio, privilegiando la proiezione esterna dei reparti per ottimizzare le attività di prevenzione e contrasto alla criminalità.

La maggiore presenza di pattuglie sul territorio, in chiave principalmente preventiva, è confermata dalle circa 150.000 ore di servizi esterni, anche con l’ausilio del Reggimento a Cavallo e di personale delle Squadre di Intervento Operativo del 5° Reggimento “Emilia-Romagna”.

L’aumento del volume dei controlli, con oltre 155.000 soggetti identificati, ha comportato anche quest’anno, confermando il trend dell’ultimo biennio, una flessione generalizzata dell’indice di criminalità, con una diminuzione dei reati del 4% e un aumento significativo delle persone denunciate e arrestate (+8% denunciati e +3% arrestati).

Rilevanti sono le percentuali dell’azione dei Carabinieri sul territorio, dove i Comandi dell’Arma hanno proceduto per l’87% dei reati, segno dell’impegno concreto delle donne e degli uomini dell’Arma.

Tali risultati sono stati conseguiti anche grazie alla fattiva collaborazione della cittadinanza, che ha manifestato un elevato senso civico, non rinunciando a denunciare i reati subiti e segnalando tempestivamente situazioni potenzialmente critiche. Ciò si è concretizzato in oltre 54.700 contatti con le quattro Centrali Operative presenti sul territorio cittadino e provinciale, smistati dal N.U.E. 112.

I servizi di prevenzione svolti sul territorio, con particolare riguardo all’osservanza delle norme istituite dal legislatore a tutela del decoro e della sicurezza urbana, non ultime le “zone rosse” nel capoluogo, hanno fatto registrare un totale di 116 allontanamenti di persone che ostacolavano la libera fruizione degli spazi pubblici.


Indagini per eventi straordinari

(la tragedia di Castelguelfo, l’elicottero precipitato)

Le indagini per l’incidente dell’elicottero Agusta AW109 all’interno del parco della tenuta Rovagnati hanno visto fortemente impegnati i Carabinieri di Parma, con il supporto del RIS. Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Parma, è stata avviata una complessa attività investigativa articolata in diverse fasi.

Rilievi tecnici: il Nucleo Investigativo e il RIS hanno effettuato i rilievi planimetrici e fotografici del punto d’impatto, documentando la posizione dei rottami e le tracce al suolo, fondamentali per la ricostruzione della traiettoria di caduta.

Sequestro probatorio: i militari hanno proceduto al sequestro penale dell’area e dei resti del velivolo, in particolare dell’avionica e delle schede di memoria dell’elicottero, ponendoli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e dei periti.

Escussione testi: sono state raccolte nell’immediatezza le sommarie informazioni testimoniali delle persone presenti nella tenuta e dei familiari, al fine di ricostruire le fasi preparatorie al decollo e le decisioni assunte in merito al piano di volo, nonostante la scarsa visibilità.

L’Arma ha operato in stretta sinergia con l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV). L’attività dei Carabinieri si è estesa all’acquisizione di tutta la documentazione tecnica e amministrativa: piani di volo, licenze dei piloti, registri di manutenzione dell’elicottero e dati meteorologici ufficiali al momento dell’incidente.

Le indagini finora condotte hanno, allo stato, permesso di escludere malfunzionamenti del velivolo.


Contrasto alla criminalità

L’attività si è concretizzata in numerose operazioni di polizia giudiziaria che hanno portato all’arresto di 516 persone, mentre oltre 3.800 sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria. Tra gli arrestati figurano anche due pregiudicati per associazione di tipo mafioso e omicidio.


Sequestri di armi e munizioni

Nel corso dell’anno, i Carabinieri hanno sequestrato 105 armi da fuoco (fucili e pistole), 97 armi da taglio (coltelli, lame, asce, noccoliere, ecc.) e oltre 2.000 proiettili. Per violazioni in materia di armi, sei persone sono state arrestate e 76 denunciate in stato di libertà.

Tra le attività più emblematiche, nel mese di agosto i militari hanno individuato l’abitazione di un 34enne, scoprendo un vero e proprio arsenale. In particolare sono state sequestrate due pistole con matricola abrasa, due carabine ad aria compressa, una pistola a salve, 182 proiettili calibro .22, tre machete, tre spade/sciabole, nove pugnali, dodici coltelli (tra cui uno stiletto), un’accetta, un bastone retrattile, un tirapugni e uno storditore elettrico.

Nel mese di aprile, i Carabinieri di Noceto, con il supporto del “negoziatore”, militare specializzato in forza al Nucleo Investigativo, hanno tratto in arresto un 29enne che, armato di pistola, si era barricato in casa. L’uomo è stato trovato in possesso di una pistola calibro 9 con matricola abrasa.

Nel mese di novembre, i Carabinieri della Stazione di Sorbolo Mezzani hanno arrestato un 70enne trovato in possesso di una rivoltella detenuta illegalmente, con la quale aveva minacciato alcuni familiari esplodendo un colpo in aria.


Le indagini antidroga

Nel corso dell’anno sono stati effettuati 58 arresti e 89 denunce, con oltre 200 persone segnalate per uso personale. Complessivamente sono stati sequestrati circa 11 chilogrammi di sostanze stupefacenti di varia natura, tra cui la cosiddetta “droga del combattente” e la particolarmente insidiosa MDPV, nota anche come “droga del sesso”.


Le indagini sui furti

Sono circa 600 i furti scoperti, con 429 persone denunciate e 47 arrestate. I reati hanno riguardato furti in danno di private dimore, autovetture in sosta, esercizi commerciali, distributori automatici di bevande, lavanderie automatiche, supermercati e attività commerciali in genere.


La disarticolazione di bande dedite alle truffe, in particolare in danno di anziani

Sono complessivamente 200 le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria per truffa. Tredici le persone arrestate nella flagranza di reato per truffe ai danni di anziani o soggetti fragili, quasi il doppio rispetto all’anno precedente.


Contrasto ai fenomeni di devianza giovanile

L’attività dell’Arma dei Carabinieri si è concentrata con particolare attenzione sulle dinamiche giovanili, seguendo una strategia a doppio binario: da un lato il rigoroso contrasto alla devianza e alla microcriminalità, dall’altro la costante vicinanza ai ragazzi attraverso la diffusione della cultura della legalità.

Nel corso dell’anno sono stati 373 i minori deferiti in stato di libertà e 22 quelli arrestati.
In particolare:

  • Rapine: 11 minori arrestati e 84 denunciati;
  • Furti: 53 giovani denunciati, di cui 28 per furti ai danni di esercizi commerciali;
  • Stupefacenti: 10 minori segnalati alla Magistratura minorile (7 in stato di libertà e 3 arrestati);
  • Danneggiamenti: 13 giovani denunciati.

Nel mese di giugno sono stati arrestati cinque minori ritenuti responsabili di una rapina avvenuta nel gennaio precedente presso un centro massaggi di Parma, ai danni di una dipendente 47enne e del figlio 24enne della titolare, aggrediti a volto coperto e armati di coltelli e machete.

Parallelamente, i Carabinieri hanno svolto un’intensa attività preventiva, realizzando oltre 70 incontri nelle scuole di ogni ordine e grado, coinvolgendo circa 3.200 studenti sui temi della legalità, del bullismo, dei rischi del web e dell’uso di sostanze stupefacenti.


Ricerca e cattura di latitanti

Sono 17 i latitanti arrestati, di cui uno su mandato internazionale. Tra i più significativi, l’arresto di un 42enne sudamericano, ricercato per un omicidio commesso nel Paese d’origine e condannato a 15 anni di reclusione.

Tra gli altri interventi rilevanti si segnalano:

  • un 32enne straniero rintracciato a febbraio alla stazione ferroviaria di Ghiare di Berceto;
  • un 52enne straniero arrestato a Fidenza con documenti falsi;
  • un 38enne straniero arrestato a Parma su mandato di arresto europeo;
  • un 40enne arrestato a Voghera dai Carabinieri di Fidenza;
  • un 45enne italiano rintracciato alla stazione di Borgotaro;
  • l’arresto, pochi giorni prima di Natale, di un latitante sudamericano ricercato per furti aggravati.

Contrasto alla violenza di genere

Nel 2025 sono stati attivati oltre 500 “Codici Rossi”. Il reato di maltrattamenti rappresenta il dato statisticamente più rilevante. Oltre 450 persone sono state deferite in stato di libertà, mentre 20 sono state arrestate in flagranza.

Per atti persecutori e minacce gravi sono state denunciate 75 persone.
Le indagini per violenza sessuale hanno portato al deferimento di 32 soggetti, con l’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Sono state inoltre eseguite:

  • 7 ordinanze di custodia cautelare per maltrattamenti;
  • 10 misure di allontanamento e divieto di avvicinamento.

Particolarmente significativa l’attività che ha condotto all’arresto di un 55enne, ritenuto responsabile di reiterate violenze sessuali in danno di una minore.

Il 28 novembre, presso il Palazzo Ducale, è stata inaugurata la nuova “Stanza dell’Ascolto”, realizzata in sinergia con il Lions Club Montechiarugolo e l’Associazione Nazionale Carabinieri, già operativa a supporto delle vittime.


Il valore umano del servizio

I dati operativi non esauriscono il significato dell’azione dell’Arma, che si fonda sulla vicinanza alla popolazione. Ne sono testimonianza i 52 militari feriti in servizio e i numerosi interventi di salvataggio compiuti anche fuori servizio.

Emblematico il conferimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile al maresciallo Noemi Schiraldi per l’eroico intervento compiuto a Salsomaggiore Terme, così come gli interventi salvavita a Baganzola, Sala Baganza e Colorno.

Essere Carabiniere significa esserci sempre, a tutela dei più fragili, trasformando il senso del dovere in servizio quotidiano alla comunità.


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