Claudio Ferrari, Presidente regionale di Italia Nostra per l’Emilia-Romagna, nonché Presidente della Sezione Pezzani Italia Nostra Colorno e Bassa Est, interviene sul tema del polo logistico a sud di San Polo di Torrile. Riportiamo integralmente il suo intervento, in esclusiva per Parmadaily.it
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Sono in corso i lavori per la realizzazione di un nuovo polo logistico a sud di San Polo di Torrile, adiacente alla zona artigianale ed alla SS Asolana.
Si tratta di un complesso che interesserà una superficie territoriale pari a 199.000 mq ed una superficie occupata da edifici di 77.000 mq, di considerevole impatto visivo (altezza prevista 14 m), per la realizzazione di un’area di logistica in cui saranno ricavati magazzini ed una zona soppalcata interna destinata ad uffici.
La realizzazione dell’impianto è stata consentita dalla delibera di consiglio comunale del 28/3/2023 del comune di Torrile-San Polo (10 favorevoli 2 astenuti) per permettere la nuova viabilità, necessaria a causa dell’elevato afflusso di veicoli che la nuova attività richiede.
Il nuovo polo porterà ad un considerevole aumento del traffico sulla SS Asolana da e verso la città, da anni perennemente congestionata. Per di più è appena stato terminato un altro polo logistico a pochi chilometri nei pressi del termovalorizzatore a Nord di Parma ed un altro impianto è in fase di completamento sulla strada provinciale Parma-Mezzani sempre nel Comune Torrile-San Polo.
Rispetto alle dimensioni degli insediamenti la ricaduta occupazionale sarà modesta con lavoratori a basso salario e bassa specializzazione.
Il “fiorire” incontrollato di questi poli logistici è estremamente impattante in termini di consumo di suolo, nonostante la legge regionale dell’Emilia-Romagna n.24 del 2017 stabilisca che l’ulteriore consumo di suolo sia limitato al 3% dal 2021 al 2050.
Ci chiediamo se questa scelta era evitabile, in un comune che ha già vaste aree artigianali e industriali.
Di fronte a scelte così invasive ci chiediamo se la localizzazione di questi insediamenti così invasivi a livello territoriale possa essere lasciata all’iniziativa dei singoli comuni o se non sia opportuno che ci sia un coordinamento degli enti sovraordinati, ovvero Provincia e Regione.
Ci sorprende inoltre che sia completamente assente un dibattito pubblico su un insediamento che avrà effetto sulla viabilità e sulla qualità della vita dei cittadini.
Claudio Ferrari



