Un’ondata di trasferimenti nei penitenziari regionali sta suscitando forte preoccupazione tra i garanti dei detenuti dell’Emilia-Romagna e del Comune di Parma. Secondo Roberto Cavalieri e Veronica Valenti, gli ultimi spostamenti, avvenuti a dicembre, hanno interessato circa 60 detenuti provenienti dal carcere di Alessandria, destinati a diverse case circondariali tra Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Ferrara, aggravando situazioni già critiche di sovraffollamento.
Ora, evidenziano i garanti, è in programma il trasferimento di decine di detenuti ad alta sicurezza dagli istituti di Parma verso carceri fuori regione, per fare spazio a detenuti di media sicurezza. “Questi spostamenti massicci – sottolineano Cavalieri e Valenti – contraddicono i principi della continuità trattamentale e creano enormi difficoltà per la gestione dei colloqui con i familiari, compromettendo i diritti fondamentali dei reclusi”.
La preoccupazione dei garanti riguarda anche i rischi per la salute mentale dei detenuti: casi di suicidio, come quello recentemente verificatosi a Padova, potrebbero essere innescati da trasferimenti forzati e riorganizzazioni improvvise dei padiglioni.
Secondo i garanti, l’incremento di detenuti di media sicurezza a Parma non risponde a necessità locali, ma serve a supplire a carenze di altre province e regioni, replicando dinamiche già verificatesi con l’apertura di nuovi padiglioni in passato. Questo fenomeno, avvertono, rischia di disallineare la gestione del carcere rispetto alla criminalità locale, aumentando la complessità operativa e la pressione sugli operatori penitenziari.
Cavalieri e Valenti ribadiscono quindi la necessità di rivedere le politiche di trasferimento, garantendo maggiore trasparenza, rispetto dei diritti e continuità nella gestione trattamentale dei detenuti, evitando che scelte logistiche si traducano in gravi conseguenze per le persone recluse e le loro famiglie.


