Il 7 gennaio, dal 1997, è la Giornata della Bandiera – Festa del Tricolore.
Si ricorda la deliberazione dell’Assemblea della Repubblica Cispadana, riunita a Reggio Emilia, il 7 gennaio 1797, che adottò la bandiera di tre colori, rosso, bianco, verde, come vessillo ufficiale di quella repubblica sorella della Prima Repubblica Francese, costituita in una parte dell’Emilia, dopo l’occupazione delle truppe francesi comandate da Napoleone Bonaparte, avvenuta nell’anno precedente, che portarono nell’Italia settentrionale gli ideali della Rivoluzione.
Il presentatore della mozione fu Marco Giuseppe Compagnoni, letterato e costituzionalista.
La bandiera, con varie versioni dei tre colori, diventò vessillo di libertà durante il Risorgimento; è noto il ritornello di una canzone popolare con queste parole: “… E la bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella, noi vogliamo sempre quella, noi vogliamo la libertà”.
Carlo Alberto di Savoia, re sardo – piemontese, nel suo proclama ai Lombardi, del 1848, preliminare alla prima guerra d’indipendenza contro l’Austria asburgica, adottò la bandiera tricolore con tre bande verticali, verde, bianco rosso, con lo scudo sabaudo al centro.
Con la proclamazione del Regno d’Italia, il 17 marzo 1861, il tricolore, con lo scudo sabaudo, divenne la bandiera dello Stato unitario per consuetudine; infatti per trovare un atto normativo in materia bisogna attendere il 1925.
Nel 1946, con l’avvento della Repubblica, un decreto del Presidente del Consiglio stabilì che il tricolore senza, ovviamente, lo scudo di Casa Savoia, continuava ad essere il simbolo dello Stato italiano anche con la nuova forma di governo.
L’Assemblea costituente, l’anno successivo, deliberò che il tricolore italiano con tre bande verticali di uguali dimensioni è la bandiera della Repubblica italiana e pose tale norma nella Costituzione, nei Principi Fondamentali ,all’articolo 12.
La bandiera è l’unico simbolo della nostra comunità repubblicana ad essere disciplinato con una norma di rango costituzionale, quindi è patrimonio storico e simbolico di tutti e non di una parte; nello stesso tempo non ha senso
nessun pregiudizio ideologico perché nel “pulito” tricolore repubblicano è come se fossero impressi i dodici articoli dei Principi Fondamentali della Costituzione della Repubblica.
Stefano Gelati


