Il Tar boccia Bologna Città 30, Fiazza: “Salvini aveva ragione”

by Andrea Marsiletti

“La sentenza del Tar sull’annullamento del provvedimento con cui il Comune di Bologna ha istituito la Città 30 dice una cosa semplice: non basta proclamare un obiettivo condivisibile, bisogna anche rispettare le regole e motivare in modo puntuale ogni scelta. Quando si interviene su un tema delicato come la circolazione e la sicurezza stradale, servono atti solidi, non scorciatoie amministrative”.

Lo dichiarano Tommaso Fiazza, consigliere regionale della Lega in Emilia-Romagna, e Matteo Rancan, segretario regionale della Lega Emilia.

“Il Tar ha rilevato criticità nette, a partire da motivazioni generiche e da un’impostazione che finisce per trasformare un limite pensato per situazioni specifiche in un modello generalizzato, esteso su ampia parte del territorio urbano. È un modo di governare che crea confusione, espone l’Amministrazione a contenziosi e, soprattutto, scarica sui cittadini e su chi lavora in strada le conseguenze di decisioni improvvisate”.

“Il Tar oggi conferma che Matteo Salvini aveva ragione quando contestava l’idea di estendere la Città 30 a tutta la città: la sicurezza si fa con misure mirate e motivate, non con imposizioni generalizzate. Il punto è proprio questo: le Zone 30 funzionano e hanno senso dove servono davvero, nei tratti sensibili e nei punti critici, non come limite a tappeto che penalizza la circolazione e allunga i tempi di percorrenza anche quando non ce n’è alcun bisogno”.

“Il sindaco Lepore dice che ‘la Città 30 andrà avanti’. Però riparta con criteri chiari, motivazioni puntuali e provvedimenti coerenti con la normativa, strada per strada, quartiere per quartiere. La sicurezza non si costruisce con una misura uniforme per realtà diverse, ma con interventi mirati, segnaletica adeguata e controlli dove servono”.

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