Diga di Vetto, chiuso il dibattito pubblico: confronto istituzionale verso la scelta finale

Sindaci, Province e Regione riuniti a Sant’Ilario d’Enza per l’ultimo incontro specialistico: ora spazio alle osservazioni dei territori fino al 29 gennaio

by Tatiana Cogo

Si chiude con un confronto serrato tra istituzioni il percorso di ascolto e partecipazione sul futuro dell’acqua in Val d’Enza. Questa mattina, a Sant’Ilario d’Enza, si è svolto l’ultimo appuntamento del dibattito pubblico dedicato al progetto del nuovo invaso montano e alle opere sinergiche per la gestione delle risorse idriche tra le province di Parma e Reggio Emilia. Un passaggio cruciale, che ha riunito sindaci, presidenti di Provincia, Regione e Governo attorno allo stesso tavolo, segnando la fine della fase partecipativa e l’avvio di quella decisionale.

L’obiettivo dell’incontro è stato quello di illustrare nel dettaglio il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DocFap) e di approfondire le opzioni vagliate, offrendo agli amministratori locali uno spazio di confronto diretto e trasparente. «Questo incontro rappresenta un momento fondamentale – ha spiegato Andrea Pillon, responsabile del dibattito pubblico – perché consente di mettere in relazione le valutazioni delle amministrazioni e dei portatori di interesse, garantendo un percorso il più possibile informato e condiviso». Le osservazioni potranno essere inviate fino al 29 gennaio, anche attraverso il sito www.dptorrenteenza.it.

Alla riunione hanno preso parte i presidenti delle Province di Parma, Alessandro Fadda, e di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, insieme a numerosi sindaci dei territori coinvolti, dagli Appennini alla pianura (tra cui Nicola Cesari, sindaco di Sorbolo Mezzani, Ermes Boraschi, sindaco di Palanzano, Raffaella De Vincenzi, sindaca di Neviano degli Arduini e Daniele Friggeri, sindaco di Montechiarugolo). Un segnale politico chiaro: l’infrastruttura è considerata strategica per la sicurezza idraulica, l’approvvigionamento idrico e la resilienza climatica dell’intero bacino dell’Enza.

Il Commissario straordinario del Governo, Stefano Orlandini, ha espresso apprezzamento per il metodo seguito: «Un percorso ordinato, trasparente e partecipato, che valorizza il confronto tra prospettive diverse per arrivare a soluzioni tecnicamente solide e sostenibili nel lungo periodo». Sulla stessa linea la Regione Emilia-Romagna, rappresentata dall’assessore Alessio Mammi, che ha ribadito il sostegno al progetto e il finanziamento del DocFap: «Non parliamo solo di un invaso, ma di un sistema di interventi per trattenere l’acqua, mettere in sicurezza il territorio e affrontare i cambiamenti climatici».

Dal territorio è emersa una richiesta condivisa: andare avanti, ma senza errori. Lo hanno sottolineato i presidenti dei Consorzi di Bonifica, Francesca Mantelli e Lorenzo Catellani, evidenziando come l’Enza sia tra i corsi d’acqua più vulnerabili durante le fasi di siccità e come questo sia il momento della programmazione, non dell’emergenza.

Il dibattito pubblico si chiude dunque con un quadro di ampia coesione istituzionale, ma anche con la consapevolezza che le scelte dovranno tenere insieme rapidità, rigore e ascolto delle comunità locali. Le osservazioni raccolte nei prossimi giorni saranno decisive per orientare il progetto di un’opera attesa da decenni e destinata a ridisegnare il futuro idrico della Val d’Enza.

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