Dimensionamento scolastico, Cisl Scuola alza la voce: “Nel parmense nessun accorpamento è necessario”

La segretaria generale territoriale Paola Votto: “Numeri in crescita, penalizzare le scuole sarebbe un errore grave, soprattutto nelle aree interne”

by Tatiana Cogo

Sul tema del dimensionamento scolastico si accende il confronto anche nel Parmense. A intervenire con decisione è Paola Votto, segretaria generale territoriale della Cisl Scuola, che ribadisce la contrarietà del sindacato a qualsiasi ipotesi di accorpamento degli istituti scolastici sul territorio provinciale, partendo da un dato che definisce “incontrovertibile”: gli iscritti sono in aumento e questo rende ingiustificabili nuovi tagli.

«Quando si parla di dimensionamento – spiega Votto – bisognerebbe fare riferimento a parametri chiari. Quei parametri però non esistono più: sono stati annullati e la responsabilità è stata demandata alle Regioni, alle quali viene chiesto solo di raggiungere un numero finale di istituzioni scolastiche, senza minimi o massimi di alunni». In Emilia-Romagna, sottolinea la segretaria Cisl, la media supera già i 900 alunni per scuola, segno che una revisione importante è stata effettuata negli anni. «Eppure non basta: di fronte alla resistenza della Regione alla richiesta di 17 istituzioni in meno, è stato nominato un Commissario per applicare d’ufficio le direttive ministeriali».

Una scelta che, secondo Votto, va contro ogni logica di confronto con il territorio. «La nomina di un Commissario – afferma – cancella la mediazione e ignora le ricadute reali che un dimensionamento basato solo sui numeri può avere».

La Cisl Scuola mette in guardia anche sugli effetti concreti degli accorpamenti: perdita immediata di un dirigente scolastico e di un Dsga, istituti sempre più grandi e difficili da gestire, collegi docenti con oltre 200 insegnanti, maggiore complessità organizzativa, soprattutto in provincia, dove un unico istituto può arrivare a comprendere plessi distribuiti su più Comuni. «I docenti – spiega Votto – sono costretti a riprogettare da zero il curricolo e, in alcuni casi, si perdono posti di organico. Anche il personale Ata subisce riduzioni, con il rischio di perdenti posto».

Per questo il sindacato avanza richieste precise: valutazione delle condizioni territoriali anche a livello provinciale, attenzione alle ricadute occupazionali, informazione trasparente alle famiglie prima della chiusura delle iscrizioni e, soprattutto, «un coinvolgimento preventivo e reale di tutte le parti interessate da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale».

Una posizione netta che si aggiunge a quella già espressa da amministratori locali e Provincia: nel parmense, ribadisce la Cisl Scuola, il futuro della scuola non può passare da nuovi tagli.

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