Il tema della sicurezza, anche alla luce degli episodi degli ultimi giorni, è sempre più centrale per Parma. “Serve un cambio di passo concreto. Pur nella consapevolezza che le politiche per la sicurezza non sono in capo solo al Comune, l’Amministrazione ha strumenti importanti per prevenire il degrado e impedire che si creino contesti in cui i comportamenti sbagliati si radicano e peggiorano”, sottolinea Federica Ubaldi.
“Il Comune può e deve intervenire sul recupero delle aree dismesse e degradate – dalla piscina dei Caduti di Brema alla piscina Zarotto, dall’ex scalo merci all’area di via Brennero – perché spazi abbandonati o mal tenuti diventano terreno fertile per illegalità e insicurezza. A questo si affiancano azioni fondamentali come una maggiore illuminazione delle aree sensibili e sistemi di videosorveglianza, realmente funzionanti e presidiati nei luoghi critici — interventi più volte richiesti anche dalle associazioni di categoria — oltre ad una maggiore pulizia e tutela del decoro urbano”.
Un nodo centrale resta quello dell’organico della Polizia Locale. “Le 45 nuove assunzioni annunciate rappresentano un passo, ma non sono sufficienti. Tra pensionamenti, trasferimenti e mobilità verso altri enti, il numero reale di agenti in servizio resta lontano dagli standard necessari per una città come Parma. Senza una programmazione strutturale e continuativa delle assunzioni, il rafforzamento dei servizi resta solo sulla carta”.
“In questo quadro – prosegue Ubaldi – promettere nuovi servizi, come il turno notturno della Polizia Locale, senza numeri adeguati rischia di non essere credibile. Senza un incremento reale dell’organico, si finisce per spostare personale da un servizio all’altro, indebolendo il presidio quotidiano del territorio”.
Altro aspetto cruciale è la capacità di trattenere gli agenti a Parma: “Molti arrivano da fuori regione e, dopo pochi mesi, chiedono il trasferimento. È necessario creare le condizioni perché possano costruire una stabilità di vita sostenibile, che permetta loro di restare sul territorio ed integrarsi nella comunità cittadina”.
“A indebolire ulteriormente il sistema – aggiunge – è stata anche la scelta di smantellare i nuclei specializzati della Polizia Locale. Serve invece investire su maggiore formazione, sull’aumento delle funzioni e sul ripristino di competenze specifiche, perché la sicurezza urbana richiede professionalità dedicate e una presenza qualificata sul territorio”.
Infine, Ubaldi richiama con forza il tema del rispetto delle regole: “Il Comune dispone di regolamenti chiari, come quello sul commercio, e di strumenti come le ordinanze contingibili e urgenti. Il problema non è solo emanarle, ma farle rispettare con controlli costanti e sanzioni quando necessario. Applicare le regole è un atto di responsabilità verso i cittadini e un segnale di autorevolezza dell’Amministrazione”.
“Più presidi, più controlli, più decoro e regole fatte rispettare: solo così si può lavorare davvero sulla sicurezza e sulla qualità della vita nei quartieri, evitando di intervenire sempre e solo quando i problemi sono già esplosi”.



