È ufficiale: il ministero ha approvato il nuovo dimensionamento scolastico sul territorio di Parma. Una decisione che arriva tramite commissariamento e che ha immediatamente scatenato le proteste del Partito Democratico provinciale. «Siamo fortemente contrari — dichiarano Nicola Bernardi e Caterina Bonetti —, come lo siamo stati per tutto l’iter di discussione che ha preceduto il provvedimento».
Secondo i dirigenti PD, il governo Meloni dimostra di non comprendere il ruolo sociale, educativo e culturale che le scuole rivestono nei territori. «La scuola di questo governo è essenzialmente quella dei programmi ministeriali, senza considerare le complessità che affrontano ogni giorno i lavoratori e le lavoratrici del settore, dalle relazioni con le famiglie ai rapporti con i servizi sociali e le Asl, fino alla gestione dell’inclusione e dell’accoglienza».
Il Partito Democratico evidenzia come l’aumento del numero di alunni per classe non influisca solo sulla didattica, ma rallenti tutte le altre funzioni essenziali della scuola, compromettendo il servizio educativo complessivo. «La scuola è l’unico spazio ad accesso universale che rende davvero pari le opportunità di bambini e ragazzi in un contesto fortemente diseguale. Risulta evidente a chiunque che seguire un crescente numero di alunni comporti dei rallentamenti, dei ridimensionamenti non tanto nella parte delle lezioni, ma in tutte le altre funzioni, altrettanto essenziali».
«In un contesto che richiede più classi a tempo pieno, maggiori investimenti sull’inclusione e sul sostegno a chi vive disagi sociali o personali, ciò che riceviamo è un ridimensionamento», concludono Bernardi e Bonetti, denunciando una visione governativa che non valorizza il ruolo fondamentale delle scuole.


