«Il Governo taglia sulla scuola pubblica. Questa è la verità, e il dimensionamento scolastico imposto a Parma e all’Emilia-Romagna ne è l’ennesima dimostrazione – Così il consigliere regionale Matteo Daffadà che prosegue – Ora abbiamo l’ufficialità. Nel parmense saranno otto i plessi scolastici accorpati ad altri istituti e due autonomie verranno cancellate. Una decisione che penalizza studenti, famiglie e comunità, portando alla creazione di istituti con oltre 1500 alunni, strutture sempre più grandi e più in difficoltà a rispondere ai bisogni reali dei ragazzi. Già la sola ipotesi di questi tagli aveva generato forte preoccupazione, in particolare nelle aree più fragili, come quelli montani, dove la scuola rappresenta un presidio fondamentale. Oggi questi territori tirano un sospiro di sollievo, ma resta un problema di fondo: il rischio che approcci di questo tipo finiscano per mettere i territori in competizione tra loro. Una logica che va superata, perché la sfida è comune e riguarda tutti: potenziare la scuola pubblica e la formazione dei nostri ragazzi.»
Il Governo è andato avanti scegliendo di escludere il confronto, nominando un Commissario calato dall’alto: un metodo che dimostra quanto poco tenga conto delle autonomie, della contrarietà delle istituzioni locali, delle richieste delle famiglie e dell’impegno quotidiano delle scuole. Nessuna attenzione al merito considerato che l’Emilia-Romagna è pienamente in linea con i parametri indicati e vanta un sistema scolastico tra i migliori a livello nazionale; un taglio che porta un risparmio ridotto, del tutto sproporzionato rispetto ai danni prodotti. Un accanimento senza fondamento che colpisce anche Parma e che cancella con un colpo di penna il lavoro costruito nei singoli istituti: l’inclusione degli studenti con fragilità, il rapporto di fiducia con le famiglie, i progetti educativi legati alle comunità educanti.

