Quella che doveva essere una semplice consegna di un portafogli smarrito si è trasformata in un episodio di violenza e disordine all’interno di una caserma dei Carabinieri. È accaduto nei giorni scorsi a San Pancrazio, dove un uomo di 42 anni, originario dell’est Europa e residente in provincia, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
Tutto ha avuto inizio nel pomeriggio del 27 gennaio con una telefonata alla caserma: l’uomo sosteneva di aver rinvenuto un portafogli contenente una patente e chiedeva informazioni sulla residenza del proprietario. Il militare di servizio, attenendosi alle procedure e alle norme sulla privacy, ha spiegato l’impossibilità di fornire dati personali, invitandolo a consegnare l’oggetto in caserma o presso un altro ufficio di polizia.
La risposta è stata tutt’altro che collaborativa. Il tono dell’interlocutore si è fatto sempre più insistente e minaccioso, con numerose chiamate ravvicinate. Poco dopo, l’uomo si è presentato di persona in caserma, ma invece di consegnare il presunto portafogli ha iniziato a tenere un atteggiamento provocatorio e ostile nei confronti del Carabiniere.
Invitato a chiarire la situazione e a consegnare l’oggetto, il 42enne si è rifiutato di collaborare e, quando gli è stato chiesto di allontanarsi, la tensione è degenerata. In evidente stato di agitazione e con chiari segni di abuso di alcol, l’uomo si è rifiutato di lasciare i locali e ha aggredito i militari intervenuti in supporto con spinte e manate, interrompendo anche il normale svolgimento del servizio al pubblico.
Bloccato e identificato, è stato perquisito: con sé non aveva alcun portafogli da restituire. Alla luce dei fatti, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato inoltre denunciato per interruzione di pubblico servizio e segnalato all’autorità amministrativa per ubriachezza molesta.
Come previsto dalla legge, il 42enne è da ritenersi allo stato solo indiziato di reato: la sua posizione sarà valutata dall’autorità giudiziaria nel corso del procedimento, nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza.



